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25 Giugno 2026

L’onda blu: le testimonianze sul traguardo che portò Brescia in LBA

Durante la presentazione del docu‑film L’onda blu tre figure chiave della storia della Pallacanestro Brescia hanno offerto ricordi intensi: Matteo Bonetti ha parlato di festa collettiva, Graziella Bragaglio ha definito il lavoro come un regalo alla città, mentre Andrea Diana ha ricordato il valore umano di quel percorso che dal 2016 ha segnato la squadra.

L’onda blu: le testimonianze sul traguardo che portò Brescia in LBA

La proiezione del docu-film L’onda blu ha riunito a Brescia alcuni dei protagonisti della storica promozione della squadra allora nota come Leonessa Brescia. L’incontro è stato scandito da dichiarazioni emozionali e dedicato ai tifosi e alle persone che contribuirono a costruire quel risultato sportivo, culminato con l’ingresso del club in LBA.

Nel corso della serata si sono succeduti tre interventi significativi: l’ex presidente Matteo Bonetti, l’ex presidente Graziella Bragaglio e l’allenatore della promozione Andrea Diana hanno raccontato, ciascuno a proprio modo, che cosa ha significato per loro quel cammino. Le parole scelte hanno messo in evidenza non soltanto la componente tecnica, ma soprattutto la dimensione umana e collettiva dell’impresa.

Le parole di Matteo Bonetti: una celebrazione corale

All’evento l’ex presidente della Pallacanestro Brescia Matteo Bonetti, ha definito l’appuntamento come un momento di gioia condivisa: «Questa è una serata di festa. È la festa di questi ragazzi, che hanno fatto qualcosa di grande. È la festa del pubblico più bello d’Italia, l’onda blu, gli Irriducibili. È la festa di un grande sindaco, Emilio Del Bono di mio papà Franco Dusina è la festa di tutti noi».

Con queste parole Bonetti ha richiamato l’attenzione sulla pluralità di attori coinvolti: non solo i giocatori e lo staff, ma anche i sostenitori, le istituzioni locali e i familiari. L’enfasi posta sulla componente emotiva ha trasformato la serata in un riconoscimento pubblico verso chi, in vario modo, ha costruito la promozione e la memoria collettiva che ne è seguita.

Il messaggio di Graziella Bragaglio: il ricordo come dono alla città

L’ex presidente Graziella Bragaglio ha portato un’interpretazione più riflessiva dell’esperienza, sottolineando il valore duraturo dei momenti vissuti: «Ci sono momenti nella vita che ti lasciano qualcosa, qualcosa di indelebile, qualcosa di bello, che merita di essere rivissuto. Questo è un regalo alla città, a Matteo Bonetti, a chi ci accompagnò allora, a chi ci aiutò ad arrivare dove poi siamo arrivati, una storia che dal 2016 è appartenuta anche a qualcun altro».

Bragaglio ha posto l’accento sulla memoria storica della comunità sportiva e cittadina: il docu-film diventa così uno strumento per trasformare l’esperienza personale in patrimonio condiviso. La scelta lessicale di «regalo» riassume l’intento di restituire alla città una testimonianza tangibile di ciò che fu costruito, mentre il riferimento all’anno 2016 ancor la vicenda a un punto temporale preciso della storia del club.

Andrea Diana e il valore umano della promozione

Infine, Andrea Diana, allenatore che guidò la squadra fino alla promozione in Serie A nel corso della stagione culminata nel 2016 ha espresso una gratitudine personale verso Brescia: «Che emozione, che bello essere qua. Per me Brescia è casa, una città che ci è rimasta dentro, a me e alla mia famiglia. Quello fu un percorso incredibile, fatto non solo di lavoro: è stata la forza delle persone, di un gruppo fantastico, a fare la differenza».

Diana ha richiamato l’attenzione sul ruolo degli affetti e sulla coesione del gruppo: termini che evidenziano come, oltre alla pianificazione tecnica, la promozione fosse il frutto di rapporti umani solidi e di un supporto ambientale che ha plasmato l’identità della squadra. La definizione di Brescia come «casa» ribadisce il legame tra società sportiva e comunità locale.

Il legame tra club, città e tifoseria

I tre interventi offrono una fotografia coerente di come la promozione sia stata vissuta su più livelli: da una parte la dimensione istituzionale e societaria rappresentata dalle parole dei presidenti, dall’altra quella tecnica e familiare evocata dall’allenatore. Tutti gli interventi convergono su un punto: la promozione non è stata un traguardo isolato, ma il risultato di un ecosistema fatto di persone, istituzioni e appassionati, tra cui spiccano gli Irriducibili come elemento identitario della tifoseria.

La serata dedicata a L’onda blu ha quindi ribadito l’importanza del ricordo collettivo e della condivisione: il docu-film si pone come finestra su un capitolo significativo della storia della squadra, in grado di restituire emozioni e riconoscimenti a chi ha contribuito, direttamente o indirettamente, a quell’impresa.

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Aggiornato 10:54 CEST
Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.