Il futuro del calcio femminile a Spezia è in bilico. La possibile rinuncia della società a iscrivere la squadra Women al prossimo campionato ha scatenato una serie di reazioni a catena, coinvolgendo atlete, istituzioni e tifosi. In un contesto in cui la squadra maschile è retrocessa in Serie C, il rischio è che il calcio femminile venga considerato un costo superfluo, nonostante il suo valore sociale e sportivo.
La vicenda ha assunto una rilevanza politica, con interrogazioni e appelli che chiedono un intervento deciso per salvare un movimento che ha radici profonde nella comunità spezzina. Ma cosa sta realmente accadendo e quali sono le prospettive per le atlete e per il settore giovanile?
L’interrogazione della consigliera Crovara e l’appello alla Giunta
Gabriella Crovara, consigliera comunale di Italia Viva, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione rivolta al sindaco e alla Giunta per chiedere un intervento immediato a tutela del futuro del calcio femminile spezzino. Secondo Crovara, la retrocessione della formazione maschile in Serie C non può giustificare l’abbandono di un percorso costruito negli ultimi anni grazie all’impegno di atlete, tecnici, dirigenti e famiglie.
“Lo sport – sottolinea Crovara – non è fatto solo di bilanci, ma anche di educazione, inclusione, pari opportunità e futuro.” La consigliera ha ricordato il ruolo fondamentale della squadra femminile in iniziative legate alla promozione dei valori sociali, come progetti sulle pari opportunità e testimonianze contro la violenza sulle donne. “Il calcio femminile non è uno sport di serie B e non può essere considerato un costo da tagliare nei momenti di difficoltà”, ha concluso Crovara.
L’appello della senatrice Paita e il coinvolgimento politico
Anche la senatrice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva in Senato, ha alzato la voce per difendere il calcio femminile spezzino. “L’intenzione dello Spezia Calcio di non iscrivere la squadra femminile al campionato di Eccellenza è incomprensibile”, ha dichiarato Paita. “La retrocessione in Serie C della prima squadra maschile non può giustificare l’affossamento di un movimento importante come quello del calcio femminile spezzino.”
Paita ha sottolineato come la mancata iscrizione della prima squadra femminile rischi di compromettere l’intero settore giovanile, impoverendo la realtà sportiva spezzina. “Disinvestire sulla prima squadra femminile significa far morire un progetto importante, per Spezia, dal punto di vista sportivo e sociale”, ha aggiunto la senatrice, rivolgendo un appello a tutta la politica spezzina.
La lettera delle calciatrici: un grido di dolore e di speranza
Le giocatrici dello Spezia Calcio Women hanno espresso il loro disappunto con una dura lettera aperta. “Cara società Spezia Calcio, dopo la decisione che è stata presa siamo ancora qua a scriverti e forse questo basterebbe a far capire tutto l’amore che abbiamo sempre provato per questa maglia”, scrivono le atlete. “Tutte le persone che fanno parte del settore femminile meritano rispetto… le bambine, le ragazze, le donne, le dirigenti, gli staff, TUTTI.”
Le calciatrici hanno criticato la mancanza di un confronto diretto con la società, chiedendosi perché non siano state informate in modo trasparente. “Ci chiediamo: perché? Non meritavamo almeno un confronto? Almeno una spiegazione? Perché il 10 luglio? Potevate comunicarlo molto ma molto prima”, si legge nella lettera. Le atlete hanno anche espresso il loro orgoglio e la loro determinazione a continuare a lottare, nonostante tutto.
“Ps: per tutte le bambine e le ragazze; Non smettete mai di credere nei vostri sogni! Firmato: prima squadra femminile Spezia Calcio”, conclude la lettera, un messaggio di speranza e di resilienza.
La battaglia per salvare il calcio femminile a Spezia è solo all’inizio. Le istituzioni, le atlete e i tifosi sono uniti nel chiedere alla società di non abbandonare un movimento che rappresenta un valore fondamentale per la comunità spezzina.



