“Pacha” Espino ha dichiarato che il Real Madrid sta sentendo la mancanza di Kroos

Luis Alfonso ‘Pacha’ Espino, terzino sinistro dell’Rayo Vallecano, ha dichiarato a EFE che il Real Madrid sente la mancanza di Toni Kroos, un calciatore che aveva un ruolo chiave nel far funzionare la squadra. Pur riconoscendo il talento di Kylian Mbappé, ha espresso una preferenza per giocatori che sono più coinvolti nel gioco con la palla.

Attualmente, il Rayo Vallecano si trova al dodicesimo posto in classifica con 19 punti e affronterà il Real Madrid, che occupa il secondo posto con 36 punti, distante due lunghezze dalla capolista Barcellona. Questo derby è particolarmente significativo per i tifosi del Rayo e porta entusiasmo anche a ‘Pacha’ Espino, che ha affrontato il Real Madrid in nove occasioni, riuscendo a festeggiare una sola vittoria.

Questo successo risale al 17 ottobre 2020, quando militava nel Cádiz e vinse in trasferta con un punteggio di 0-1.

Come si avvicinano al derby? Con grande entusiasmo. Ogni volta che si gioca contro una squadra come il Real Madrid nel nostro stadio è sempre speciale.

La vittoria contro il Valencia ha ricaricato le nostre energie, così come l’ultimo match di Coppa contro l’Unionistas, dove siamo riusciti a invertire il risultato, nonostante si trattasse di un avversario di categoria inferiore.

La vittoria sul Valencia ha tolto loro un peso? Piuttosto che un peso, è stato un sollievo. Avevamo bisogno di vincere perché stavamo giocando bene, ma non eravamo stati fortunati. La partita col Valencia non è stata la migliore né quella con più occasioni, ma alla fine abbiamo portato a casa il risultato. Vincere porta sempre serenità, al di là delle modalità. Dopo aver superato un infortunio di tre mesi e mezzo, è tornato in campo. Come si sente ora? Molto bene. Sono estremamente grato al Rayo e allo staff tecnico.

Iñigo è un tecnico giovane e preparato, costantemente immerso nel mondo del calcio, il che lo rende capace di perfezionare ogni aspetto del gioco. Sto cercando di dare il massimo e di riscoprire le emozioni di essere un calciatore. Giocare in Coppa è stata un’esperienza positiva, anche se ho avvertito un po’ di disagio. È normale avere paura, ma fortunatamente ho giocato per tutti i novanta minuti e mi sono sentito bene.

Guardando il Real Madrid dall’esterno, come valuta la situazione attuale? Toni Kroos era fondamentale per la squadra. È un’opinione personale, ma il suo contributo era significativo. Anche se non sembrava in campo, era sempre ben posizionato, riuscendo a far funzionare il gioco della squadra. Attualmente, la sua assenza si fa sentire e stanno cercando di rimediare. Stanno provando vari approcci, a volte senza successo, ma essendo il Real Madrid, riescono a vincere. Se perdi concentrazione, possono facilmente prevalere. E un minimo errore può costarti caro.

Come terzino, hai il compito di affrontare gli attaccanti avversari. Ti piacerebbe sfidare un giocatore come Mbappé? Mi piacerebbe affrontarlo, anche se preferirei un attaccante che riceva più palla. È complicato difendere contro chi si muove continuamente, cerca spazi e si smarca con la sua rapidità.

Noti una grande distinzione tra Vinicius e Mbappé? Certamente, soprattutto considerando come attualmente gioca Mbappé, più come centravanti, avanzando costantemente sulle fasce. Vinicius è altrettanto versatile, ma tende di più a ricevere palla e affrontare gli avversari. Se deve dribblare, lo farà senza esitazioni, il che lo rende difficile da contrastare. La sua squadra è composta da talenti di alto livello. Giocare contro il Real Madrid a Vallecas ha sempre un significato particolare.

Cosa ricordi della partita dello scorso campionato? È stata una celebrazione per i tifosi, un riconoscimento del loro impegno e passione per il Rayo. In queste partite, non ci si può permettere alcun errore.

Devi essere al massimo delle tue possibilità per tutto il match, perché non ti concedono sconti. La scorsa stagione abbiamo pareggiato uno a uno, facendo una buona prestazione, e quella è la strategia per strappare punti. Cosa ne pensi di Fede Valverde? Non abbiamo avuto molte occasioni per giocare insieme, ma ogni volta che ci incontriamo in partita, parliamo. È una persona molto affettuosa e ogni volta che ci vediamo, conversiamo a lungo. Come vedi la sfida di sabato? Si dice che sia importante visualizzare le vittorie, quindi spero di cantare insieme al pubblico e tornare a casa con un sorriso, soddisfatto per un buon risultato. Com’è la tua vita a Madrid? Mi piace. Nella scorsa stagione ci è voluto un po’ per ambientarci dopo tanti anni a Cadice, dove eravamo a nostro agio. Quest’anno è andata meglio. Ho una bimba e stiamo bene. La città è meravigliosa. Segui il calcio uruguagio? Ogni volta che posso, lo faccio. Ci sono partite che iniziano molto tardi e spesso è impossibile seguirle di notte, ma cerco di rimanere aggiornato e di guardarle. Ho amici in vari club e seguo tutto come riesco. Ti piacerebbe tornare in Uruguay o terminare la tua carriera in Spagna? Dico sempre che sarebbe un sogno poter chiudere la mia carriera al Nacional, ma il calcio è imprevedibile e bisogna viverlo anno dopo anno, senza sapere cosa riserverà il futuro. Potrebbe essere che l’anno prossimo voglia tornare, o che in quattro anni ci sia un’opportunità, o potrei anche non volermene andare se mi sento bene. Il mio desiderio è di concludere la mia avventura al Nacional e chiudere il cerchio, ma non si può mai sapere.

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