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10 Maggio 2026

Una sconfitta che consolida l’identità di questo Athletic.

La serie di imbattibilità dell’Athletic si è interrotta a 16 partite, un risultato che rappresenta la seconda migliore striscia della sua storia. Non è affatto ... Read more

La serie di imbattibilità dell’Athletic si è interrotta a 16 partite, un risultato che rappresenta la seconda migliore striscia della sua storia. Non è affatto un traguardo da sottovalutare. Nonostante la sconfitta subita al Metropolitano, questo non implica necessariamente una pausa nella loro crescita. Esistono sconfitte che possono fortificare. È chiaro che è sempre preferibile ottenere una vittoria o un pareggio, tuttavia i leoni possono trarre numerosi insegnamenti positivi dalla sfida contro l’Atlético, nonostante il punteggio di 1-0. Soprattutto in vista del prossimo incontro con la Roma. Si possono notare alcune similitudini tra i capitolini e i colchoneros nel loro approccio al gioco. Nel calcio si tende ad analizzare i risultati, in particolare dopo che gli eventi si sono svolti. Iñaki Williams, protagonista di diverse occasioni favorevoli per i bilbaini sabato scorso, ha sottolineato: “Qui non si tratta di meritare, ma di segnare e fare in modo che il pallone entri in rete”. Tuttavia, la sconfitta a Madrid dovrebbe rafforzare l’identità dell’Athletic per il loro modo di competere contro un Atlético che ambisce ancora a Champions, Liga e Coppa. La squadra di Valverde ha trovato modi per mettere in difficoltà un team come quello di Simeone, noto per la solidità difensiva. L’Athletic non ha accusato particolarmente l’assenza di Sancet nella creazione di occasioni da gol. Potrebbe aver risentito infatti della qualità delle stesse e della capacità di concretizzarle nei pressi della porta di Oblak, specialmente considerando il tasso di realizzazione precedentemente mostrato dal navarro. I bilbaini sono riusciti a distribuire il possesso in diverse fasi. In quelle in cui hanno dominato, hanno tradotto il controllo in vere opportunità da gol. Con i Williams ben aperti, Unai Gómez e Berenguer che si muovevano centralmente e Galarreta di nuovo nel suo ruolo di regista. L’eibarrés sembra pronto per la sfida contro la Roma.

Il primo a segnare è stato l’Atlético, grazie a una brillante intesa tra Llorente e Julián Álvarez. Subito dopo, Simeone ha esaurito le sostituzioni per schierare una linea difensiva a tre centrali, con ancora 20 minuti da giocare. Quella zona è considerata ‘territorio Atlético’, dove spesso si garantiscono i successi. Tuttavia, in quel momento, l’Athletic ha creato le maggiori occasioni, iniziando senza un attaccante di ruolo e terminando con Guruzeta e Maroan in campo insieme per la prima volta. Iñaki ha colpito due volte il legno, Prados ha centrato il palo, e il centrocampista ha avuto una chance, così come Guruzeta vicino al novantesimo. I leoni dovranno prestare attenzione alle principali fonti di pericolo che hanno concesso. Oltre al gol subito, hanno sofferto per i palloni giocati alle spalle dei loro terzini. Giuliano ha messo in difficoltà Yuri in più riprese. Sorloth ha svolto il ruolo di punto di riferimento ed è stato una spina nel fianco per i difensori avversari. Forse Dovbyk ha guardato la partita prendendo appunti. Tutti gli occhi ora sono su Roma. Giovedì l’Athletic affronterà la sua seconda visita stagionale nella capitale italiana, in occasione dell’andata degli ottavi di finale di Europa League. Qui troveranno Dybala, Dovbyk, El Shaarawy, Paredes, Pellegrini, Ndicka, Angeliño, Cristante e Baldanzi. Un gruppo di stelle guidato da Ranieri. La squadra zurigorri ha smesso di accumulare punti in campionato per la prima volta da ottobre, ma non si tratta di una sconfitta che lascia strascichi. Almeno hanno dimostrato di saper gestire quanto fatto vedere al Metropolitano.