Indagine sulla costruzione dell’Arena Santa Giulia: cosa controlla la Corte dei conti

La magistratura contabile ha avviato un'istruttoria sugli extracosti legati all'Arena Santa Giulia di Milano: cifre discordanti fra proprietari e Comune e accessi della Guardia di Finanza negli uffici comunali

La Corte dei conti ha avviato un’istruttoria per chiarire se ci siano state irregolarità nell’impiego di fondi pubblici per la costruzione dell’Arena Santa Giulia a Milano. L’impianto, di proprietà privata della società del gruppo CTS Eventim (Evd Milan Srl), è stato completato a gennaio e ha ospitato le partite di hockey durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026.

Al centro dell’attenzione ci sono le spese aggiuntive rispetto al progetto iniziale e la modalità con cui queste sono state coperte con risorse pubbliche.

Nei giorni dell’avvio dell’istruttoria la Guardia di Finanza ha effettuato un accesso negli uffici della Direzione generale del Comune di Milano per acquisire documentazione ritenuta utile all’accertamento.

Lo Stato ha già stanziato alcuni contributi: circa 21 milioni di euro come finanziamento diretto e intorno a 30 milioni come risorse indirette legate a futuri acquisti di servizi. La vicenda ha acceso il dibattito pubblico sulla trasparenza delle opere collegate ai Giochi e sulla responsabilità nella gestione delle somme pubbliche.

Perché è partita l’istruttoria

L’ipotesi della magistratura contabile riguarda un possibile danno erariale, ossia un pregiudizio alle casse pubbliche derivante dalla gestione degli oneri supplementari per la realizzazione dell’impianto. In gergo tecnico si parla di extracosti, termine che indica le spese impreviste o aggiuntive rispetto al preventivo. Secondo la proprietà dell’impianto, le richieste di copertura supplementare ammonterebbero a circa 134 milioni di euro; il Comune, invece, ritiene che la somma effettiva da ricondurre a oneri non previsti sia molto più contenuta, intorno a 53 milioni. Questa discrepanza è il nodo che la Corte intende ricostruire.

Le cifre a confronto

L’analisi delle diverse stime passa attraverso documenti contrattuali, conti e perizie tecniche. Il progetto iniziale indicava un costo complessivo preventivato intorno ai 177 milioni di euro, ma la richiesta fatta da Evd Milan Srl e resa nota a fine febbraio ha evidenziato una cifra molto superiore per via dei rincari dei materiali, dell’energia e della necessità di accelerare i tempi di costruzione per rispettare il calendario olimpico. Gli uffici tecnici comunali, dopo verifiche, hanno ridimensionato quella valutazione a poco più di 50 milioni. La Corte vuole accertare come siano stati determinati questi numeri e chi abbia assunto la responsabilità delle scelte finanziarie.

Le attività svolte dagli organi investigativi

L’intervento della Guardia di Finanza negli uffici comunali è avvenuto su delega della Corte ed è finalizzato all’acquisizione di atti e documenti con un ordine di esibizione. Si tratta di una fase istruttoria che mira a ricostruire la procedura amministrativa seguita per la copertura degli oneri e per i diversi contratti collegati all’opera. Al momento non risultano contestazioni formali nei confronti di persone fisiche: l’istruttoria è preliminare e focalizzata sugli aspetti contabili e amministrativi, non su profili penali aperti dalla Procura.

Il ruolo della magistratura contabile

La Corte dei conti ha il compito di verificare la legittimità e la correttezza della gestione delle risorse pubbliche: accertare un danno erariale comporterebbe l’individuazione di responsabilità e, potenzialmente, il recupero dei fondi. L’approfondimento interessa non solo la singola opera, ma anche le modalità con cui sono stati stanziati e gestiti contributi legati all’organizzazione dei Giochi. La procedura punta a fare chiarezza su decisioni tecniche e amministrative prese in una fase caratterizzata dall’urgenza di completare gli impianti prima dell’evento sportivo.

Implicazioni e prospettive

Questo caso si inserisce nel più ampio contesto del controllo post-evento sulle infrastrutture olimpiche, dove la necessità di consegnare impianti funzionali in tempi stretti può generare rincari e scelte finanziarie complesse. Se la Corte dovesse accertare un danno erariale, potrebbero seguire richieste di ristoro e approfondimenti su contratti e gare. Per ora, però, la vicenda resta nelle mani della magistratura contabile e non ci sono passaggi penali attivi presso la Procura di Milano. L’attenzione pubblica rimane alta: l’esito dell’istruttoria definirà responsabilità e potenziali ripercussioni sui conti pubblici.

In definitiva, l’istruttoria sulla Arena Santa Giulia rappresenta un banco di prova per la gestione delle risorse legate ai grandi eventi. La ricostruzione documentale voluta dalla Corte e gli esiti delle verifiche tecniche faranno luce sulla netta divergenza tra le cifre presentate dalla proprietà e quelle validate dagli uffici comunali, e decideranno se e come i contribuenti sosterranno i costi aggiuntivi emersi durante la costruzione.

Scritto da Federica Bianchi

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