La Real Sociedad si trova attualmente in un momento cruciale sia per la stagione 2024-2025 che per il progetto txuri-urdin in vista del futuro immediato. In questo contesto, alcuni giocatori stanno affrontando difficoltà, mentre altri si fanno notare con la loro determinazione e prestazioni. Tra questi ultimi spicca Pablo Marín (Logroño, 2003), che è emerso come una delle rivelazioni della stagione, diventando un elemento chiave e quasi un pilastro per il tecnico Imanol in questo periodo. Il calendario intenso, le varie assenze e la sua disponibilità costante, unite a una notevole condizione fisica, gli hanno permesso di guadagnarsi un posto che sembrava difficile, superando diversi compagni. Attualmente, può essere considerato un titolare, avendo partecipato alle due partite più importanti della stagione: a Manchester e a Madrid, un traguardo significativo.
La sua straordinaria ripresa dopo l’infortunio negli ultimi anni di formazione lo ha trasformato in un vero e proprio “pitbull”, dotato di un fisico da atleta di élite e un atteggiamento che conquista Imanol. È senza dubbio il miglior centrocampista della squadra, abile nel pressing e nel rientro, sempre pronto a rompere le linee avversarie, affrontando il pallone con grande determinazione, sia in aria che a terra. La sua prestazione al Bernabéu è un chiaro esempio di ciò, poiché ha dimostrato grande audacia con il pallone, compiendo una finta e guidando l’azione che ha portato al gol del 1-2, festeggiato con grande entusiasmo, baciando lo scudo. È originario della Rioja, ma il suo attaccamento alla squadra è indiscutibile. Zubieta.
Un anno di crescita costante
La carriera di Marín alla Real sta seguendo un percorso altalenante. Il suo debutto nella stagione 22-23 al Valladolid è stato significativo, soprattutto a causa dell’infortunio di Silva, con 17 apparizioni nel Sanse. Tuttavia, nella passata stagione, è stato completamente messo da parte. È stato sorprendente vedere che non ha giocato nemmeno un minuto con la prima squadra. Quest’anno, invece, il suo rientro è stato evidente e progressivo. Inizialmente ha avuto poco tempo di gioco, ma ha iniziato a farsi notare più significativamente. È nel 2025 che ha davvero accelerato, accumulando 1.500 minuti di gioco e partecipando a 29 match, di cui 14 da titolare, il che lo colloca al quindicesimo posto nella classifica dei minuti. Ha saltato solo sei partite a causa di un infortunio a ottobre ed è attualmente il quarto giocatore della squadra con il maggior numero di assist, ben 4. La sua importanza si fa sentire nei 14 match consecutivi che ha disputato, un dato che non molti altri elementi fondamentali possono vantare. Occupando il centro del campo in assenza di Brais, ha avuto la meglio su Olasagasti e Turrientes. In alcune situazioni specifiche, come nei tempi supplementari contro il Cuenca, ha anche indossato i panni di pivote, esterno o terzino, il che denota la fiducia che l’allenatore ripone in lui.
Fiducia del club
Imanol ha depositato una completa fiducia in Marín e nel club, che, riconoscendo il suo crescente rendimento, ha deciso di migliorare le condizioni del suo contratto per questa stagione. Il calciatore aveva un accordo fino al 2027, ma è stato esteso di un anno, elevandone lo status. Marín è sempre stato un progetto significativo della Zubieta, e nonostante la sua versione attuale sia meno splendente, il club crede in lui. Indubbiamente, ha conquistato un posto nella rosa della prima squadra per la prossima stagione. A causa della sua età, sarà l’ultimo anno in cui potrà iscriversi come giocatore del settore giovanile. Tuttavia, sarà interessante vedere se i suoi successi basteranno per assicurarsi uno dei numeri dalla maglia 1 alla 25, dato che la competizione è intensa, soprattutto a centrocampo. Olasagasti ha rinnovato, Zakharyan, Brais, Sucic, Urko e Gorrotxategi stanno facendo ritorno, Turrientes ha rinnovato, e ci sono anche i giovani Goti e Mikel Rodríguez, che ha rinnovato pure lui. In ogni caso, il destino di Marín e quello della Real sembrano intrecciati.