Negli ultimi giorni, Míchel ha messo in evidenza un messaggio fondamentale: per permettere al Girona di risollevarsi, è necessario che tutti, incluso lui, riducano i propri ego e adottino un atteggiamento diverso. L’allenatore ha ammesso che le aspettative iniziali nei confronti della squadra erano troppo elevate, il che ha reso difficile la comunicazione con i giocatori. Il team non stava esprimendo il suo massimo potenziale e il messaggio non veniva recepito come avrebbe dovuto. Míchel continua a sottolineare l’importanza della coesione, del lavoro di squadra e della priorità del bene collettivo rispetto a quello individuale. Ha ribadito più volte che il suo stile di gioco dipende dalla partecipazione di tutti, dal sacrificio nei confronti degli avversari e dal mettere il compagno davanti a se stessi. La questione dell’ego, però, è emersa come una novità. Concetti come la Champions, le aspettative e le etichette, sia interne che esterne, sono stati completamente ridimensionati, portando con sé non poche difficoltà per chi aveva investito in un progetto spesso in crisi competitiva. Ovviamente, l’allenatore ha anche espresso il suo dispiacere per le sofferenze accumulate dai suoi giocatori nelle ultime settimane. Sebbene gli allenamenti fossero caratterizzati da grande intensità e concentrazione, i risultati non arrivavano e la frustrazione aumentava di giorno in giorno. Questo logoramento, sia fisico che mentale, era palpabile in campo e nell’ambiente circostante. La prima vittoria della stagione ha rappresentato un grande sollievo. La squadra aveva bisogno di liberarsi dalla pressione, riacquisire fiducia e tornare a sentirsi competitiva. La reazione viscerale al fischio finale, sia da parte dell’allenatore che dei giocatori e dei tifosi, ha messo in evidenza la tensione accumulata in questo difficile inizio di campionato. Adesso, il Girona si trova di fronte a una fase decisiva. La vittoria mira a consolidare la nuova mentalità che Míchel intende promuovere: umiltà, unità e impegno.
La prossima sfida si preannuncia come la più impegnativa, contro il Barça a Montjuïc, un luogo perfetto per verificare se questo cambio di mentalità è genuino.