La società Cipriani Usa Inc. ha presentato una denuncia civile presso la Corte distrettuale di New York contro la Società editoriale Il Fatto e la Rai, chiedendo un risarcimento di 250 milioni di dollari. La denuncia, redatta dallo studio legale internazionale Reinhardt Savic Foley LLP, accusa i media italiani di aver pubblicato accuse false e sensazionalistiche che hanno danneggiato gravemente la reputazione e le attività commerciali del gruppo Cipriani.
La denuncia, depositata negli uffici del distretto meridionale di New York, sostiene che le accuse pubblicate dai media italiani hanno avuto un impatto commerciale immediato e grave sulla società. Tra le accuse mosse ci sono quelle relative ai rapporti con Jeffrey Epstein, ai contatti con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e alle presunte feste a sfondo sessuale e di droga organizzate nella residenza di Cipriani in Uruguay.
Le accuse contro i media italiani
La denuncia afferma che le accuse pubblicate dai media italiani erano false e sensazionalistiche, e che i convenuti sapevano o avrebbero dovuto sapere che tali accuse avrebbero danneggiato la reputazione commerciale del gruppo Cipriani. La società ha subito danni significativi, tra cui il ritardo nella chiusura di un’operazione da 50 milioni di dollari e la necessità di incaricare una società investigativa indipendente per confutare le accuse.
La denuncia sostiene che i media italiani hanno utilizzato insinuazioni, immagini suggestive, omissioni di fatti favorevoli, citazioni selettive e rappresentazioni false per dipingere Giuseppe Cipriani come un “Epstein italiano” e Nicole Minetti come una “Ghislaine Maxwell italiana”. Queste accuse, secondo la difesa, hanno danneggiato la reputazione commerciale, i rapporti finanziari e le prospettive economiche del gruppo Cipriani.
Il caso Epstein e le feste in Uruguay
La denuncia lamenta una “campagna di diffamazione” partita ad aprile 2026. I media italiani hanno utilizzato insinuazioni e rappresentazioni false per suggerire condotte criminali, immorali, corrotte, sfruttatrici e sessualmente predatorie. La società Cipriani Inc. sostiene che queste accuse hanno danneggiato la sua reputazione commerciale e le sue prospettive economiche.
Le presunte feste a base di sesso e droga sono state definite “insinuazioni false, imprudenti e prive di fondamento” dalla Cipriani Inc. La residenza di Giuseppe Cipriani in Uruguay, conosciuta come Gin Tonic, è stata descritta come una residenza, non un ranch, per allontanare qualsiasi paragone con il famigerato ranch di Jeffrey Epstein nel New Mexico. Le prove raccolte dalle autorità di polizia italiane hanno contraddetto le accuse, incluse dichiarazioni giurate di personale attuale ed ex del Gin Tonic.
La falsa narrazione di Nordio
La denuncia accusa i media italiani di aver riportato ripetutamente che il ministro della Giustizia italiano Carlo Nordio avrebbe visitato la residenza di Giuseppe Cipriani a Punta del Este, in Uruguay, per discutere o organizzare un favore politico illecito. La difesa sostiene che queste accuse sono false e che Nordio non ha mai incontrato Cipriani e non ha mai messo piede nella sua residenza a Punta del Este.
Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha ribadito l’affermazione nella puntata di Report del 3 maggio 2026, insinuando che Cipriani avesse forti legami con la politica e che tali legami potessero aver facilitato pratiche politiche. Un giornalista del Fatto Quotidiano ha suggerito che il padre di Cipriani fosse amico del ministro Nordio, senza prove a sostegno. Queste dichiarazioni hanno falsamente dipinto Cipriani come soggetto che utilizza connessioni politiche per ottenere favori illeciti.
La società Cipriani Inc. ha presentato la denuncia per “interferenza illecita con rapporti commerciali futuri, falsa rappresentazione dannosa e denigrazione commerciale”. La Corte distrettuale di New York ha giurisdizione personale sui convenuti perché sapevano che tale condotta avrebbe causato danni a persone e proprietà situate nello Stato di New York.



