In una stagione che doveva aprire con speranze contrastanti, due scenari opposti ma ugualmente drammatici stanno emergendo nei principali campionati europei. Da una parte, il Borussia Mönchengladbach è rimasto senza punti dopo cinque giornate di Bundesliga dall’altra, quattro club italiani hanno subito perdite in tutti gli incontri di Champions League registrando il primo sconvolgimento di questo tipo nella storia della competizione.
Il peggiore avvio del Borussia Mönchengladbach in Bundesliga
Dopo cinque partite, il Gladbach segna solo sette reti mentre ne subisce diciotto, occupando l’ultimo gradino della classifica. Il primo risultato, un 0-3 contro il Lipsia il 29 agosto, poteva ancora essere spiegato come una sconfitta di apertura. Il vero banco di prova è arrivato contro l’Elversberg, neonata della seconda divisione: il Gladbach è passato in vantaggio 3-1 per poi perdere 3-4 in casa. Il crollo è culminato a Friburgo con uno 0-5, lasciando l’allenatore Eugen Polanski al lavoro a porte chiuse.
Il turbinio di cambi di panchina
Polanski è stato esonerato il 13 settembre; a breve ha assunto Jan-Moritz Lichte che ha visto il Mainz vincere 4-3 ma non è riuscito a invertire la tendenza. Il 22 settembre la dirigenza ha firmato Alexander Blessin tecnico ex St. Pauli con contratto fino al 2028. Nonostante la pausa internazionale per sistemare lo scheletro tattico, la quinta sconfitta è avvenuta a Colonia l’11 ottobre, mantenendo lo score a zero punti.
Una storia di gloria ora in crisi
Il Gladbach vanta otto titoli di campionato, due Coppe UEFA e protagonisti leggendari come Netzer, Heynckes e Vogts. L’ultimo ricordo vivido in Europa risale al 2020, quando un pareggio 0-0 contro l’Inter ha consentito al club di accedere agli ottavi di Champions. Oggi, invece, la squadra sembra incapace persino di trattenere il pallone nel proprio campo.
Le quattro italiane in Champions: un tracollo senza precedenti
Inter, Napoli, Roma e Como hanno perso tutti gli scontri del primo turno, subendo complessivi 14 reti in quattro partite. L’Inter ha ceduto quattro reti contro il Bruges a San Siro; il Napoli tre contro il Villarreal; il Como tre contro il Feyenoord; e la Roma ha subito quattro dal Real Madrid nonostante un vantaggio iniziale.
Difese troppo fragili
Il dato più allarmante è proprio il numero di gol subiti: una media di 3,5 a partita, indice di linee difensive incapaci di gestire pressioni alte e transizioni rapide. In tutti i quattro confronti la squadra ha mostrato vulnerabilità sia nelle fasce che al centrocampo, rendendo impossibile una risposta efficace.
Blackout mentali nei momenti decisivi
Il caso più emblematico è la sconfitta della Roma: dopo aver messo a segno due reti contro il Real Madrid, la squadra di Gasperini ha crollato nel finale, subendo quattro gol. Situazioni analoghe sono state registrate dal Como e dal Napoli, incapaci di mantenere il vantaggio e di gestire la pressione del momento finale.
Un livello di Champions più alto
Squadre come Bruges, Villarreal e Feyenoord, pur non avendo la fama delle grandi potenze, rappresentano un livello medio-europeo estremamente competitivo. Il ritmo, il pressing e le transizioni veloci hanno messo a dura prova le formazioni italiane, che hanno faticato a sostenere gli intensi 90 minuti.
Il futuro dipende da una rapida inversione di rotta. Per il Gladbach, il compito di Blessin sarà non solo conquistare il primo punto, ma ricostruire identità e fiducia. Per le italiane, le prossime sei partite devono diventare una corsa alla vittoria: tre successi sono necessari per restare nei giochi per gli ottavi o, perlomeno, per i playoff.



