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21 Ottobre 2026

Frode assicurativa: 1,4 milioni di conducenti confessano le bugie

Più della metà degli autisti italiani ammette di aver alterato la dinamica di un incidente per salvare il premio RC.

Frode assicurativa: 1,4 milioni di conducenti confessano le bugie

Un recente studio commissionato da all’istituto di ricerca EMG ha messo in luce una realtà preoccupante: oltre un milione e quattrocentomila automobilisti hanno dichiarato di aver fornito informazioni false alla propria compagnia assicurativa. Il fenomeno, legato principalmente alla volontà di non vedere crescere la classe di merito e,

Entità dell’inganno: 1,4 milioni di dichiarazioni

Il campione analizzato, composto da più di un milione di risposte, ha evidenziato che 770.000 soggetti – pari al 53,5 % – hanno ammesso di aver mentito sulla dinamica di un sinistro al solo scopo di impedire il peggioramento della loro classe di merito. Un’altra fascia consistente, composta da 586.000 intervistati (il 43 %), ha riferito di aver falsificato le informazioni perché al volante del veicolo coinvolto si trovava una persona non coperta dalla polizza. Infine, 33.000 automobilisti (2,3 %) hanno confessato di aver mentito per ottenere un indennizzo a cui non avevano diritto, in quanto il danno non rientrava nelle garanzie contrattuali.

Altri dati di rilievo sulla frode

Un’indagine parallela, sempre promossa da ma affidata a mUp Research, ha stimato che 890.000 automobilisti sono stati vittime di truffe o tentativi di frode, con un danno economico complessivo superiore ai 390 milioni di euro. Le modalità più comuni di truffa includono email di phishing (35 %), contatti porta-a-porta (23 %), SMS fraudolenti (17 %) e messaggi su applicazioni di messaggistica istantanea (12 %).

Motivi principali delle falsificazioni

Il fil rouge che emerge dall’analisi è la volontà di contenere i costi assicurativi. La classe di merito infatti, è il parametri che determina il prezzo del premio RC e qualsiasi incidente segnalato correttamente può determinare un aumento significativo. Perciò, più della metà degli intervistati ha optato per la menzogna come strategia di difesa economica. Un altro importante driver è la presenza di conducenti non assicurati: quando l’autista del veicolo non è coperto dalla polizza, la menzogna diventa un modo per evitare sanzioni e responsabilità aggiuntive.

Conseguenze legali e impatto sul mercato

Fornire dati falsi a un’assicurazione non è solo un’etica dubbia: si configura anche come reato penale, con pene che possono arrivare fino a cinque anni di reclusione, secondo gli esperti di. Oltre al rischio individuale, queste pratiche generano un effetto a catena sul costo medio delle polizze, poiché le compagnie, per compensare le perdite, tendono a rialzare i premi per tutti gli assicurati. In pratica, una singola falsificazione si traduce in un onere aggiuntivo per l’intero mercato assicurativo.

Iniziative per contrastare la frode

Per contrastare il fenomeno, ha collaborato con Consumerismo No Profit per lanciare il progetto “Stop alle Truffe”, accessibile all’indirizzo . La piattaforma offre video esplicativi, guide pratiche e consigli su come riconoscere le truffe più comuni, sia quelle rivolte ai consumatori sia quelle messe in atto dagli stessi assicurati. L’obiettivo è fornire agli automobilisti gli strumenti necessari per difendersi da pratiche ingannevoli e per evitare di incorrere in sanzioni penali.

Solo una maggiore informazione e un controllo più severo potranno invertire questa tendenza, garantendo un mercato più trasparente e premi più equi per tutti gli utenti.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.