Lorenzo Mark Finn ha difeso la maglia gialla e si è presentato all’ultima tappa del Tour de l’Avenir, disputata il 26 agosto, sulla linea di partenza a Strambino per il percorso finale di 127,8 chilometri con arrivo a Ceresole Reale-Lago Serrù.
La fase conclusiva della corsa si è svolta in Piemonte e ha assunto rilievo perché la settima frazione conteneva la salita finale di 30 chilometri al 5,2% un passo decisivo per la classifica generale che presentava un dislivello complessivo di 2556 metri.
Perché la tappa era decisiva
La tappa da Strambino a Ceresole Reale-Lago Serrù è stata pensata come un mix di pianura e montagna con la Côte de Pemonte posta a circa 50 chilometri dall’arrivo come ultimo tappeto per selezionare il gruppo prima della lunga ascesa conclusiva. Il formato della corsa, che ha visto la partecipazione di squadre nazionali e di sviluppo come la Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies la XDS Astana Development Team e la Soudal–Quick Step Development Team, ha reso la tappa un banco di prova per i giovani scalatori e per la gestione della maglia gialla.
Le fasi salienti della corsa
La giornata è entrata nel vivo quando i corridori hanno affrontato la Côte de Pemonte, punto di primo scollinamento che ha rotto il gruppo e ha preparato il terreno per la salita finale verso Lago Serrù. Sulla lunga ascesa conclusiva di 30 chilometri al 5,2% si sono accese le contese per le posizioni di classifica: la fatica accumulata durante le tappe alpine precedenti e la cronoscalata di Flaine hanno influito sulle strategie di squadra e individuali.
La cronoscalata di Flaine disputata nella quinta tappa e vinta da Finn in 25’47”, aveva consolidato la leadership del corridore italiano: la prestazione a tempo aveva inflitto 34″ al francese Ugo Fabriès e 58″ al belga Niels Driesen ribaltando la gerarchia generale e consegnando a Finn la maglia gialla della corsa.
Chi erano i protagonisti
Lorenzo Mark Finn ha guidato la classifica dopo la cronoscalata ed è stato il principale indiziato per la vittoria finale, forte del vantaggio accumulato su avversari come Niels Driesen il colombiano Mateo Ramìrez e il portoghese Henrique Bravo. Tra i corridori più osservati sono stati citati anche i belgi Matteo Vanhuffel e Jasper Schoofs; le squadre di sviluppo, compresa la XDS Astana Development Team e la Soudal–Quick Step Development Team, hanno svolto un ruolo attivo nel controllo del ritmo e nella protezione dei propri leader.
La manifestazione, organizzata da Alpes Vélo con il supporto degli organizzatori principali delle grandi corse, ha permesso a corridori Under 23 di mettersi in mostra su un percorso di montagna di alta difficoltà tecnica e fisica, con un dislivello totale della tappa finale pari a 2556 metri.
Azioni decisive e dichiarazioni
La strategia aggressiva di Finn ha avuto precedenti nella sua gara: nella prima tappa aveva attaccato a 26 chilometri dal traguardo, una mossa che aveva determinato la sua vittoria e che lo aveva proiettato tra i favoriti per la generale. Sulla scelta di attaccare nelle tappe iniziali Finn aveva detto: “Il piano era evitare i problemi, ma mi ci sono trovato e ho pensato che l’attacco può essere la miglior difesa, e così sono andato.”
La vittoria nella cronoscalata di Flaine aveva ulteriormente consolidato il suo margine, mostrando una condizione che lo ha portato a gestire la maglia gialla nelle frazioni successive. La classifica presentava inoltre l’italiano Matteo Scalco e il norvegese Kasper Haugland nelle posizioni di rilievo prima della tappa finale, mentre l’Italia vedeva Thomas Capra al comando della classifica a punti con 52 punti.
Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2026. La settima tappa da Strambino a Ceresole Reale-Lago Serrù, lunga 127,8 km con un dislivello di 2556 m e una salita finale di 30 km al 5,2%, ha rappresentato l’atto conclusivo di un Tour de l’Avenir che ha messo in luce talenti e formazioni di sviluppo come la Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies, XDS Astana Development Team e Soudal-Quick Step Development Team.



