Il Netcompany Ineos è la più recente incarnazione di una squadra britannica che dal 2010 domina il panorama del ciclismo su strada. Nata sotto il nome di Sky Professional Cycling Team, la formazione ha attraversato diverse metamorfosi – Team Sky, Team Ineos e Ineos Grenadiers – per arrivare nel 2026 a una partnership tecnologica con la società IT Netcompany, che ha portato alla nascita del Netcompany Ineos Cycling Team con una livrea completamente nuova.
Le origini: da Sky a Ineos
Il progetto fu annunciato il 26 febbraio 2009 da Dave Brailsford, allora responsabile della performance della British Cycling, e finanziato da British Sky Broadcasting con un impegno di 30 milioni di sterline. La squadra ottenne la licenza UCI ProTour il 18 settembre 2009, permettendo la partecipazione al calendario mondiale a partire dal 2010. I primi contratti includettero volti britannici come Geraint Thomas, Chris Froome e Bradley Wiggins, ma anche internazionali quali Edvald Boasson Hagen e Juan Antonio Flecha.
Successi epici nei Grandi Giri
Dal 2012 in poi la formazione si affermò come una delle più temute:
- Tour de France sette vittorie (Wiggins 2012, Froome 2013, 2015-2017, Thomas 2018, Bernal 2019).
- Giro d’Italia tre trionfi (Froome 2018, Geoghegan Hart 2020, Bernal 2021).
- Vuelta a España due titoli (Froome 2011, 2017).
- Classifiche a squadre WorldTour nel 2012 e 2017.
Questi risultati furono sostenuti da una costante collaborazione con il marchio italiano Pinarello fornitore esclusivo di telai e forcelle, e da un apparato tecnico guidato da direttori sportivi di alto profilo, tra cui Scott Sunderland, Nicolas Portal e, più recentemente, Rod Ellingworth.
Il passaggio a Ineos e la crisi degli sponsor
Nel dicembre 2018 Sky decise di ritirare il proprio supporto, costringendo Brailsford a ricercare un nuovo investitore. Jim Ratcliffe, titolare della chimica Ineos, intervenne acquistando la squadra a maggio 2019. Il nuovo nome, Ineos Grenadiers mantenne la strumentazione Pinarello e introdusse una filosofia incentrata su “efficienza operativa” e “sostenibilità”.
Stagioni recenti e rinnovi del palmarès
Con Ineos il team continuò a collezionare vittorie importanti: Egan Bernal conquistò il Tour de France 2019, Tao Geoghegan Hart vinse il Giro 2020 e Bernal ripeté nell’edizione 2021. Parallelamente, massimi risultati furono registrati in classiche come Milano-Sanremo (Kwiatkowski 2017) e nelle cronoscuadre di campioni del mondo come Filippo Ganna.
Il nuovo capitolo: Netcompany Ineos e l’introduzione dell’AI
Nel gennaio 2025 la squadra annunciò la ricerca di un nuovo sponsor per rafforzare l’aspetto tecnologico e finanziario. L’accordo quinquennale siglato nell’aprile 2026 con Netcompany porta la piattaforma digitale PULSE – un sistema basato su intelligenza artificiale già testato in ambito aeroportuale – direttamente nel cuore delle operazioni sportive. PULSE elabora dati di potenza, recupero e fattori ambientali in tempo reale, offrendo consigli tattici ai corridori e ai direttori sportivi.
Obiettivi e struttura per il futuro
Secondo il team principal Dave Brailsford e il presidente di Ineos Jim Ratcliffe, la collaborazione mira a garantire stabilità finanziaria e supporto tecnologico per riconquistare il dominio nei Grandi Giri, puntando all’ottavo trionfo al Tour de France. La squadra rimane basata a Lyndhurst, con una base operativa a Quarrata (Toscana) e una logistica in Belgio. Lo staff tecnico per la stagione 2026 comprende il general manager Maxwell John Allert e direttori sportivi come Scott Drawer, Kurt Asle Arvesen e Imanol Erviti, oltre ai corridori di spicco: Chris Froome, Geraint Thomas, Egan Bernal, Filippo Ganna e giovani promesse.
Una livrea, una identità, una missione
Con l’adozione della nuova divisa, i colori si sono spostati da un blu dominante a una combinazione di verde scuro e bianco, simbolo della sinergia tra sport e tecnologia. La squadra mantiene il codice UCINCI e continua a gareggiare con le biciclette Pinarello, ora ottimizzate grazie ai dati raccolti da PULSE. Il pubblico può seguire le novità sul sito ufficiale, mentre la presenza sui social media enfatizza la trasparenza dei processi di allenamento e la valorizzazione dei valori britannici che hanno accompagnato la squadra fin dal suo esordio.



