Il cronometro mondiale di Montréal 2026 ha regalato uno spettacolo intenso, con la svizzera Marlen Reusser che ha conquistato la medaglia d’oro davanti a una fila di avversarie di alto livello. Il percorso, lungo e tecnicamente impegnativo, ha richiesto una gestione precisa del ritmo, e la vittoria di Reusser si conferma come il culmine di una strategia ben studiata e di un forte talento. Il podio è stato completato da Zoe Bäckstedt e Franziska Koch con la italiana Elisa Longo Borghini a pochi secondi di distanza, pronta a sfidare la gara di linea del sabato.
Vittoria di Marlen Reusser e le sue sensazioni
Reusser ha descritto la prova come un regalo di compleanno per sé stessa, sottolineando che, indipendentemente dal risultato, avrebbe comunque avuto qualcosa da celebrare. Ha spiegato che non percepisce la pressione tradizionale: “ogni cronometro è una sfida diversa, la tensione rimane la stessa, perché siamo qui per vincere”. La ciclista ha ammesso di aver avuto dubbi sul pacing a causa della lunghezza insolita della gara, ma il lavoro con il team le ha permesso di trovare il giusto passo.
Gestione della pressione e della strategia
In una chiacchierata post-gara, Reusser ha confessato di aver chiesto di non ricevere i distacchi in tempo reale, temendo che potessero influenzare la sua concentrazione. “Immaginavo che Bäckstedt potesse essere più veloce nella prima parte, molto tecnica, ma ho avuto difficoltà su alcune curve”. Nonostante le incertezze, ha superato la olandese Demi Vollering e ha mantenuto la calma fino al traguardo, dimostrando una notevole capacità di adattamento.
Le altre contendenti: Bäckstedt, Koch e Longo Borghini
Zoe Bäckstedt e Franziska Koch hanno chiuso rispettivamente al secondo e al terzo posto, confermando il loro valore in una gara dove il margine di pochi secondi è decisivo. Elisa Longo Borghini, pur non salendo sul podio, ha espresso grande soddisfazione per il proprio tempo, soprattutto considerando un problema al ginocchio avvertito poco prima della partenza. “Il mio ritmo è migliorato nella parte finale, ho trovato degli spazi dove ho guadagnato tempo”, ha dichiarato, aggiungendo che ora la sua attenzione è rivolta alla mixed relay e alla corsa di linea.
Demi Vollering e Paula Blasi commentano il percorso
Demi Vollering ha sottolineato di aver sentito il proprio corpo in buona forma, ma ha ammesso di aver perso un po’ di concentrazione quando ha visto Reusser avvicinarsi. Nonostante ciò, ha concluso la prova soddisfatta, ricordando che il percorso favoriva le specialiste in cronometro. Paula Blasi, dal canto suo, è rimasta sorpresa dal cattivo stato dell’asfalto in un evento mondiale, lamentando che la manutenzione non era all’altezza delle aspettative. Ha però evidenziato di aver prodotto ottimi wattaggi su 50 minuti, nonostante le difficoltà tecniche incontrate nella prima curva.
Prospettive per la gara di linea e la mixed relay
Con la cronometro ormai chiusa, l’attenzione si sposta sulla gara di linea prevista per sabato, dove le atlete svizzere, olandesi e italiane cercheranno di tradurre le proprie prestazioni individuali in successi di squadra. Le dichiarazioni di Longo Borghini e Vollering suggeriscono un focus maggiore sul lavoro di squadra e sulla capacità di recuperare energie per la prossima prova. La mixed relay in particolare, rappresenta un’ulteriore occasione per le nazionali di dimostrare la profondità del proprio organico.



