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13 Maggio 2026

Come UFI Filters fornisce tutti gli 11 team di Formula 1

Dalla Ferrari 312T3 ai sistemi per veicoli elettrici: il dietro le quinte di UFI Filters e il loro ruolo nel motorsport e nell'automotive

Come UFI Filters fornisce tutti gli 11 team di Formula 1

La vicenda di UFI Filters è uno degli esempi più interessanti di come una realtà di componentistica possa influenzare sia il mondiale delle corse sia le auto di ogni giorno. Fondata nel 1971 e con quartier generale a Porto Mantovano, l’azienda ha iniziato a farsi notare nel motorsport alla fine degli anni ’70 quando tecnici della Ferrari si fermarono davanti a un capannone vicino a Nogarole Rocca. Quel contatto portò a collaudi a Fiorano e al primo utilizzo su monoposto: un episodio che segna l’inizio di una lunga collaborazione tra il mondo delle corse e la produzione industriale.

Oggi UFI è presente in ogni garage di Formula 1: nel 2026 fornisce soluzioni di filtrazione a tutti e undici i team in griglia. Dietro questo risultato ci sono decenni di ricerca, un reparto specializzato denominato Advanced Applications Division e una capacità di progettare componenti completamente su misura per esigenze estremamente diverse, dalla massima leggerezza alla compattezza dove lo spazio è limitato.

Dalle origini ai primi successi

La storia prende slancio nel 1977 quando due ingegneri della Ferrari notarono l’insegna Universal Filters Italia lungo l’autostrada del Brennero e decisero di fermarsi per valutare i prodotti. I primi filtri furono provati a Fiorano alla presenza di Enzo Ferrari; il responso degli uomini di pista fu convincente e il debutto competitivo arrivò con la Ferrari 312T3. Il 16 luglio 1978 Carlos Reutemann vinse il Gran premio di Gran Bretagna a Brands Hatch, un tassello simbolico per UFI. Da allora l’azienda ha continuato a evolvere: il primo elemento per la F1 pesava circa un chilogrammo, mentre le soluzioni odierne per l’olio motore possono scendere fino a 62 grammi, risultato di decenni di alleggerimenti e innovazioni.

Tecnologia e applicazioni in pista e strada

L’attività di UFI in Formula 1 non è limitata al singolo componente, ma comprende un ecosistema completo che include progettazione, test e analisi post-gara. Ogni monoposto può montare fino a 15 elementi filtranti, distribuiti tra motore, telaio, impianto di raffreddamento, sistema ibrido e circuiti idraulici; sulla griglia del mondiale 2026 sono presenti almeno 110 filtri UFI e nel corso di una stagione si superano i 6.000 pezzi. Questo livello di impiego richiede un servizio continuativo: assistenza 24 ore su 24, 365 giorni l’anno e il monitoraggio dei filtri smontati per valutare lo stato di salute dei Power unit.

Materiali e soluzioni su misura

Per rispondere a richieste così specifiche UFI utilizza materiali avanzati come alluminio Ergal, acciaio inox e titanio, abbinati a media filtranti proprietari chiamati FormulaUFI, sviluppati su base di fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato. Persino gli adesivi impiegati provengono da applicazioni aeronautiche, a sottolineare l’approccio di massima affidabilità. I filtri non sono prodotti da catalogo: ogni soluzione è disegnata ad hoc per rispettare ingombri, peso e flussi richiesti dagli ingegneri di pista, con prototipi che possono essere forniti anche per singoli test in banco.

Presenza globale e trasferimento tecnologico

UFI non è solo paddock: il Gruppo conta oltre 4.300 dipendenti in 21 paesi, con 22 siti produttivi e più di 360 brevetti. Il 5% del fatturato è reinvestito in ricerca e sviluppo e l’80% dei nuovi progetti è orientato a tecnologie verdi, gestione termica per veicoli elettrici e membrane per l’idrogeno. Il reparto che segue le competizioni è interamente gestito in Italia, a Marcaria, dove dal 1999 opera la Advanced Applications Division che cura i programmi motorsport.

Settori motorsport e servizio

La presenza di UFI nel motorsport è ampia: oltre alla Formula 1 si estende a Formula 2 e 3, Indycar Series, WEC, IMSA, DTM, e alla Dakar per i mezzi pesanti (con partnership vincenti insieme a costruttori come Iveco e FPT). In ambito motociclistico UFI fornisce soluzioni a team come KTM e Aprilia in MotoGP, oltre a Moto2 e Moto3. Questo ampio ventaglio permette un trasferimento tecnologico bidirezionale tra auto di serie e competizioni: materiali e processi nati per la produzione possono rivelarsi utili in pista, così come la rapidità di sviluppo richiesta in gara alimenta l’innovazione industriale.

In sintesi, dietro il nome UFI Filters c’è un mix di artigianato industriale, know-how ingegneristico e capacità di risposta rapida che ha permesso all’azienda italiana di diventare un punto di riferimento nel mondo della filtrazione sia per il motorsport sia per l’automotive globale.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.