Il lungo intervallo di pausa si conclude con il ritorno della Formula 1 negli Stati Uniti: il 23-25 ottobre il GP degli Stati Uniti 2026 prenderà il via dal Circuit of the Americas di Austin. Dopo Austin, la stagione continuerà con tre gare consecutive in Messico, Brasile e Nevada, tutte senza Sprint, il che rende la programmazione di quest’anno particolarmente concentrata.
Le prove libere, le qualifiche e la gara saranno distribuite su tre giorni, con la trasmissione principale affidata ai canali a pagamento Sky Sport F1 e NOW, mentre il canale gratuito TV8 presenterà le versioni differite. L’assenza di sprint semplifica il weekend: tre sessioni di prove libere, qualifiche il sabato e la gara domenica, su un totale di 56 giri.
Orari in TV, streaming e differita
Venerdì 23 ottobre le prime due prove libere partiranno rispettivamente alle 19:30 e alle 23:00, entrambe trasmesse in diretta su Sky Sport F1 e NOW. Sabato 24 ottobre il programma prevede la terza libera alle 19:30, seguita dalle qualifiche in diretta alle 23:00 sul medesimo canale; per chi non potrà seguirle live, la qualificazione sarà riproposta alle 00:30 sul gratuito TV8. La domenica 25 ottobre, la gara partirà alle 21:00 in diretta su Sky Sport F1, Sky Sport Uno e NOW, con la versione differita alle 22:30 su TV8, garantendo così un’opzione di visione anche per chi non dispone di abbonamenti a pagamento.
Protagonisti della gara: classifica e motivazioni
Al termine del weekend di Austin, Kimi Antonelli guida la classifica con 340 punti, vantando un distacco di 102 lunghezze su George Russell della Mercedes. Dietro di loro, Lewis Hamilton (229 punti), Max Verstappen (224) e Charles Leclerc (215) lottano per le posizioni di vertice. Dopo il GP USA rimarranno in palio cinque gran premi senza Sprint, per un totale di 125 punti. Per il pilota bolognese la vittoria è indispensabile: Russell non deve superare il decimo posto, Hamilton non oltre il quinto e Verstappen non oltre il terzo, altrimenti l’italiano potrebbe diventare il primo campione mondiale dal 1953, quando Alberto Ascari conquistò il titolo.
Circuit of the Americas: caratteristiche tecniche e sfide
Pneumatici e strategie di gara
Il tracciato di 5,513 km alterna curve veloci, cambi di direzione bruschi e tratti lenti dove la trazione è fondamentale. Per il 2026 il team Pirelli fornisce gli pneumatici C2, C3 e C4; le mescole anteriori subiscono maggiore usura nel primo settore, mentre le posteriori ne risentono nel terzo. La C2 consente teoricamente una gara a una sosta, ma le alte temperature texane possono forzare scelte più conservative, come la combinazione Medium-Soft più frequente nella scorsa stagione.
Freni e zone critiche
Secondo le analisi di Brembo, il circuito ottiene un punteggio di 4 su 5 per la difficoltà imposta ai freni, nonostante solo sei frizioni vengano richieste ad ogni giro. La curva 1 è la più impegnativa: i monoposto passano da 305 km/h a 93 km/h in 3,11 secondi, percorrendo 144 metri con una decelerazione di 4,3 g e una pressione di 123 kg sul pedale. Con le nuove monoposto 2026, le frenate si allungano: nella curva 12 lo spazio di decelerazione aumenta da 126 a 166 metri, testimoniando l’evoluzione dei sistemi frenanti.
Nessun pilota italiano ha mai vinto il GP degli Stati Uniti; il risultato più alto è il secondo posto di Riccardo Patrese nel 1989. Tuttavia, Kimi Antonelli ha già conquistato una vittoria sul suolo americano a Miami, dimostrando che la domanda per un titolo italiano è ben alimentata.



