L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, noto comunemente come Autodromo di Imola, è un impianto motoristico situato nel comune di Imola, nella città metropolitana di Bologna. Con i suoi 4 909 metri di sviluppo e le sue 19 curve, il tracciato percorre le colline vicino al fiume Santerno e conserva una storia intensa che unisce motociclismo, automobilismo e innovazioni gestionali.
Inaugurato nel 1953 e oggi riconosciuto per eventi internazionali come il Gran Premio dell’Emilia-Romagna, il circuito è corso in senso antiorario e alterna momenti di grande gloria sportiva a passaggi difficili legati alla sicurezza e alla gestione. Dal museo dedicato a Checco Costa alle certificazioni ambientali recenti, Imola è un luogo di memoria e di continua trasformazione.
Le origini e la costruzione del tracciato
Il progetto che portò alla nascita dell’Autodromo partì da un gruppo di appassionati nel 1947 e si concretizzò con la fondazione dell’Ente Sport e Turismo Imola (ESTI) il 25 novembre 1947. L’opera fu finanziata con prestiti e convenzioni e vide come figura di riferimento il ragioniere Tommaso Maffei Alberti, nominato presidente il 1º febbraio 1948. I lavori iniziarono ufficialmente l’8 marzo 1950 e, dopo i collaudi del 19 ottobre 1952, il circuito fu inaugurato il 25 aprile 1953. In quegli anni il tracciato era ancora in parte costituito da strade aperte al traffico; solo a metà degli anni ’60 divenne un circuito permanente con recinzione e infrastrutture stabili.
Un impianto pensato per auto e moto
Inizialmente battezzato Auto-motovelodromo Prototipo CONI di Imola, il circuito si affermò presto nel mondo delle due ruote grazie a gare come la Coppa d’oro Shell e la celebre 200 Miglia di Imola (1972-1985). Con il passare degli anni la pista venne adattata anche per prove e collaudi di case automobilistiche, seguendo le richieste tecniche e le norme internazionali che, nel 1948, portarono l’ESTI a ridisegnare il layout per rispettare la lunghezza minima imposta dalla Federazione internazionale.
Dal motociclismo alla Formula 1: tappe principali
Il circuito ha ospitato eventi motori di rilievo: il motomondiale ha corso in più edizioni il Gran Premio delle Nazioni e il Gran Premio Città di Imola, mentre nel mondo dell’auto la presenza della Formula 1 diventa consistente a partire dal 1979 con il Gran Premio Dino Ferrari non valido per il campionato. Nel 1980 Imola ospitò il Gran Premio d’Italia e, dal 1981 al 2006, fu sede del Gran Premio di San Marino. Negli anni recenti il tracciato è tornato permanente nel calendario F1 come sede del Gran Premio dell’Emilia-Romagna (2026-2026).
Eventi e protagonisti
Tra le gare memorabili si ricordano edizioni storiche di Superbike (dal 2001 al 2026 con una ripresa nel 2026) e la presenza di manifestazioni endurance, turismo e monoposto. Sul piano delle vittorie, piloti come Michael Schumacher, Ayrton Senna e Max Verstappen hanno segnato il palmarès della pista, mentre record di percorrenza includono il giro di Valtteri Bottas in 1’13″609 durante le qualifiche del Gran Premio dell’Emilia-Romagna 2026 e il tempo riportato di 1’15″484 da Lewis Hamilton su Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance il 1º novembre 2026. Per le due ruote si segnala il tempo in gara di Chaz Davies (1’45″662) su Ducati Panigale R del 13 maggio 2017.
Sicurezza, crisi e rinascita
La notorietà del circuito porta allo stesso tempo a sfide importanti sulla sicurezza. Negli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90 il tratto del Tamburello e il curvone della Villeneuve emersero come punti critici. Il weekend del Gran Premio 1994 segna un punto di svolta drammatico: tra il 29 aprile e il 1º maggio 1994 si verificarono incidenti gravi, con la morte di Roland Ratzenberger il 30 aprile e di Ayrton Senna il 1º maggio. Da allora il circuito ha subito profonde modifiche, come la sostituzione del Tamburello con una chicane e l’adeguamento delle vie di fuga, per rispondere alle nuove esigenze di sicurezza.
Ristrutturazioni, gestione e certificazioni
Dopo fasi di difficoltà gestionali (SAGIS, Norman 95 e Formula Imola), dal 2010 il Con.Ami è diventato socio di maggioranza e ha avviato un rilancio dell’impianto. Negli anni 2000 le strutture di box e paddock sono state ricostruite e il layout rivisto sotto la direzione di progettisti internazionali. Importanti riconoscimenti recenti includono la certificazione ambientale FIA a tre stelle, ottenuta il 23 aprile 2026, e iniziative come il Imola Living Lab (2026) per sperimentare soluzioni di sostenibilità e sicurezza stradale.
Un futuro a doppia anima: motori e cultura
Oltre alle corse, l’Autodromo accoglie eventi culturali e musicali di grande richiamo: concerti di AC/DC, Guns N’ Roses, Pearl Jam e altri hanno radunato decine di migliaia di spettatori, confermando la vocazione polifunzionale dell’impianto. Il Museo Checco Costa, aperto dal 30 giugno 2013 per mostre temporanee, conserva la memoria storica del circuito e dei suoi protagonisti.
Nel complesso, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rimane un riferimento imprescindibile per la storia del motorsport italiano, capace di coniugare memoria, innovazione e un impegno continuo verso la sicurezza e la sostenibilità.