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23 Maggio 2026

Hamilton efficace senza il simulatore Ferrari: cosa cambia per il weekend in Canada

Lewis Hamilton ha rinunciato al simulatore della Ferrari e, con un setup nuovo, ha messo in mostra una forma ritrovata durante la Sprint del Canada

Hamilton efficace senza il simulatore Ferrari: cosa cambia per il weekend in Canada

Il fine settimana del Gran Premio del Canada ha offerto spunti tecnici e sportivi rilevanti, con Lewis Hamilton che ha scelto una via diversa rispetto al solito: niente simulatore Ferrari prima della Sprint. La scelta si è tradotta in sensazioni positive in pista e in un risultato competitivo, nonostante un piccolo errore nell’ultimo giro che lo ha relegato al quinto posto in griglia per la Sprint. Questo esito ha però il sapore di svolta, perché per la prima volta in stagione Hamilton è riuscito a precedere il compagno di squadra Charles Leclerc in una sessione cronometrata dopo la Cina.

Dietro a questo episodio ci sono motivazioni più ampie: la squadra ha sfruttato il periodo senza gare per «passare al setaccio» i dati e provare soluzioni alternative. Hamilton ha parlato di lavoro intenso con gli ingegneri, di modifiche sul setup e di un feeling ritrovato con la monoposto. Nel frattempo sono emerse difficoltà anche su altre scuderie: Red Bull ha sofferto per il comportamento del telaio sui cordoli, mentre McLaren e Mercedes continuano a gareggiare sul piano delle partenze e degli upgrade.

La scelta di Hamilton: perché evitare il simulatore ha funzionato

Rinunciare al simulatore non è una moda, ma una strategia che Hamilton ha voluto provare per concentrarsi su aspetti concreti dell’assetto. Ha detto di aver sfruttato il periodo libero per dedicarsi all’allenamento fisico e per analizzare con calma la ride stability, l’equilibrio meccanico e le regolazioni di carico che spesso sfuggono quando si affida troppo alla riproduzione virtuale del circuito. La conseguenza pratica è stata la scelta di un setup mai usato prima, che ha cambiato il comportamento della vettura e gli ha dato fiducia in uscita e in ingresso curva.

Impatto sul rapporto team-pilota

Questo esperimento ha anche un significato più profondo sul piano della collaborazione: Hamilton ha evidenziato il lavoro sinergico con gli ingegneri e come piccoli aggiustamenti possano avere effetti grandi. In un ambiente dove i dati del simulatore vengono spesso considerati oro, la decisione di fidarsi più delle sensazioni dirette e delle misure in garage è un segnale di adattamento. Se confermato, il metodo potrebbe diventare un’arma in più per estrarre prestazione dalle condizioni più ostili offerte dal Circuit Gilles Villeneuve.

Gli avversari: dove faticano Red Bull, Ferrari e McLaren

Il weekend ha rivelato problematiche differenti tra le squadre. Red Bull si è trovata distante dai migliori crono: Max Verstappen ha descritto un disagio legato al comportamento sulle asperità e ha avuto difficoltà a mantenere il piede stabile sui pedali, rendendo la guida meno costante. Ferrari, senza aggiornamenti significativi, ha dovuto fare leva sull’analisi dati raccolti durante le pause e su alcune modifiche a setup e bilanciamenti. Leclerc ha ammesso difficoltà con i freni, con la sensazione di dover sperare di non «andare dritto» in ingresso, un problema che ha limitato la sua efficacia.

McLaren e l’importanza delle partenze

In questo contesto tecnico si inserisce la forza di McLaren nelle fasi di partenza: Lando Norris e Oscar Piastri hanno mostrato sensibilità nelle prime curve e puntano a sfruttare i primi metri per sopravanzare le Mercedes quando possibile. Le partenze sono diventate un elemento chiave della strategia, soprattutto perché Mercedes continua a pagare qualcosa in questo frangente; la capacità di scattare bene può quindi ribaltare assetti di forza che sulla distanza sembrano ormai consolidati.

Che cosa aspettarsi per il resto del weekend

Il Circuit Gilles Villeneuve mette alla prova i freni e il telaio, con asfalto a bassa aderenza che evolve durante il weekend e favorisce sorpassi in alcune zone del tracciato. Per i team la chiave sarà interpretare correttamente l’evoluzione della pista e scegliere le mescole e le strategie di pit-stop adeguate. Hamilton ha mostrato che un approccio non convenzionale alle preparazioni può pagare; restano però da valutare la tenuta in gara e la gestione degli pneumatici, fattori che spesso decidono l’esito della corsa su questa pista.

In definitiva, la Sprint del Canada ha offerto uno sguardo interessante sulle scelte tecniche e sui punti deboli delle squadre. La decisione di Hamilton di vivere il gran premio con meno simulazioni e più prove pratiche potrebbe aprire un filone di riflessione per altri piloti, mentre le dinamiche di gestione dei freni e dei cordoli rimangono centrali per chi vuole trasformare una buona qualifica in un risultato di valore in gara.

Autore

Linda Pellegrini

Linda Pellegrini ha raccontato da Genova il processo di riconversione dell'ex area portuale entrando in Comune per un'intervista decisiva; è caporedattore con responsabilità sulle rubriche storiche e propone in redazione inchieste su memoria locale. Laureata all'Università di Genova, conserva un archivio di fotografie d'epoca della città.