La governance del calcio internazionale ha introdotto una serie di interventi regolamentari destinati a incidere sul modo in cui si svolgeranno le partite nei prossimi grandi tornei. L’IFAB, su richiesta della Fifa e dei suoi responsabili arbitrali, ha approvato modifiche che mirano a ridurre le perdite di tempo, ad aumentare la correttezza nelle fasi di gioco fermo e a chiarire i poteri del VAR. Nel testo che segue vengono spiegate le novità principali e le implicazioni pratiche per giocatori, allenatori e arbitri, mantenendo un linguaggio accessibile ma preciso.
Interventi sul VAR: più poteri per correggere errori decisivi
Una delle novità più rilevanti riguarda l’estensione dell’ambito di intervento del VAR. Ora gli addetti al video possono intervenire per correggere situazioni come identità sbagliata, espulsioni per doppia ammonizione non correttamente assegnate e corner assegnati in modo errato. In particolare, è previsto che il VAR possa segnalare al direttore di gara offese o falli commessi prima che il pallone sia stato messo in gioco da un calcio d’angolo o da un calcio piazzato, quando tali azioni hanno avuto un impatto diretto su un gol, un rigore o su una sanzione disciplinare. L’obiettivo dichiarato è evitare che la compensazione dei falli offensivi pregiudichi la regolarità del risultato.
Modalità di intervento e limiti
Le procedure prevedono che il VAR segnali solo errori chiari ed evidenti e che l’intervento non rallenti indebitamente la ripresa del gioco. Se viene individuata un’infrazione antecedente al calcio d’angolo o alla punizione, l’arbitro sarà invitato a effettuare una verifica sul monitor d’area per valutare l’eventuale ritocco della decisione, l’assegnazione della sanzione disciplinare o la ripetizione della battuta. Rimane invece esclusa la possibilità di suggerire un secondo cartellino giallo quando in campo non era stato mostrato: si potrà soltanto confermare o rettificare una seconda ammonizione già applicata.
Contrasto ai time-out tattici e misure anti-wasting
Per arginare l’abitudine di sfruttare infortuni o pause per ottenere una pausa tattica, gli arbitri riceveranno nuove indicazioni operative. La regola base è che, quando un portiere è a terra, i giocatori non potranno abbandonare la zona di gioco per recarsi verso la panchina e ricevere istruzioni; ciò si ispira a sperimentazioni già viste in alcuni campionati. La misura non prevede sanzioni automatiche nel breve termine, ma i direttori di gara saranno invitati a intervenire con fermezza per impedire che l’episodio diventi un pretesto per fermare il ritmo della partita. Il principio è chiaro: il diritto del portiere a ricevere cure non può essere strumentalizzato per creare un time-out tattico.
Prove e possibili sviluppi
IFAB ha chiesto che la questione venga monitorata e ha proposto di avviare ulteriori sperimentazioni in campionati nazionali; per il momento, durante il torneo internazionale, ci sarà un richiamo alla responsabilità collettiva di squadre e staff tecnico. Gli organi arbitrali garantiscono una maggiore attenzione ai casi sospetti e potranno sanzionare comportamenti che provocano abbandoni di massa del campo, arrivando fino alla perdita della partita in caso di abbandono volontario da parte di una squadra.
Regole pratiche su cambi, riprese e trattamenti medici
Altre novità riguardano aspetti concreti della gestione della partita. I giocatori coinvolti in una sostituzione dovranno uscire dal terreno di gioco entro 10 secondi dalla segnalazione, utilizzando il punto di uscita più vicino sulla linea di delimitazione; in caso di ritardo la sostituzione sarà sospesa e l’ingresso del sostituto potrà avvenire solo al primo stop di gioco dopo un minuto di ripresa. Per quanto riguarda i trattamenti medici, i calciatori che ricevono cure sul campo dovranno restare fuori per almeno un minuto dopo la ripresa, con eccezioni previste per traumi al portiere, scontri validi per un protocollo concussivo o calci di rigore imminenti.
Altre misure destinano un ruolo più visibile all’arbitro nella gestione dei restart: sarà introdotto un conto alla rovescia di cinque secondi per i rimessa laterale e per i calci di rinvio, con cambio di possesso (rimessa all’avversario o corner) in caso di abuso temporale. Inoltre, sono previsti due intervalli di breve durata per la disidratazione con una sospensione di tre minuti per tempo, da collocare secondo le esigenze dell’incontro. Combinando queste novità, l’intento delle istituzioni è rendere il gioco più fluido, ridurre il finto infortunio come strumento tattico e aumentare la correttezza nelle fasi di gioco fermo.
