I Mondiali di calcio del 2026, che si svolgeranno in Stati UnitiCanada e Messicopromettono di essere un evento senza precedenti. La FIFA ha annunciato una nuova tradizione per le cerimonie d’apertura, mentre esperti ambientali esprimono preoccupazioni riguardo all’impatto climatico del torneo.
Con 48 nazionali e 104 partite, il Mondiale 2026 sarà il più grande della storia del calcio. Questo ampliamento, insieme alla dispersione geografica delle sedi, solleva questioni importanti sull’impatto ambientale dell’evento.
Nuove cerimonie per i Mondiali 2026
La FIFA ha introdotto una novità significativa per i Mondiali 2026: un nuovo cerimoniale prima dell’inizio delle gare. Questo cambiamento mira a rendere l’evento più inclusivo e rappresentativo delle culture dei paesi ospitanti. Le cerimonie d’apertura saranno un mix di tradizioni locali e innovazioni moderne, creando un’esperienza unica per gli spettatori.
L’impatto ambientale del torneo
Secondo un rapporto recente, il Mondiale 2026 potrebbe generare almeno nove milioni di tonnellate di CO₂ equivalentequasi il doppio della media dei tornei disputati tra il 2010 e il 2026. Questo aumento significativo delle emissioni è attribuito all’ampliamento del formato e alla dipendenza dal trasporto aereo.
Uno dei fattori chiave è la logistica. Con 16 città ospitanti distribuite in tutto il continente nordamericano, squadre, giornalisti e tifosi dovranno affidarsi quasi esclusivamente all’aereo. Le emissioni legate ai voli potrebbero aumentare tra il 160% e il 325% rispetto ai tornei precedenti.
La sfida del trasporto sostenibile
Il trasporto aereo è già la principale fonte di inquinamento del torneo. Secondo le stime, il solo trasporto aereo produrrà oltre 7,7 milioni di tonnellate di CO₂che rappresentano la grande maggioranza delle emissioni totali. A differenza dell’Europa o dell’Asia, il Nord America non dispone di estese reti di treni ad alta velocità che permettano di ridurre l’impronta di carbonio del trasporto.
La risposta della FIFA
La FIFA sostiene che il Mondiale 2026 sarà accompagnato da una strategia di sostenibilità incentrata sulla riduzione degli impatti ambientali e sul lasciare un’eredità positiva nelle città ospitanti. L’organizzazione assicura che promuoverà standard di costruzione sostenibile per stadi e infrastrutture temporanee, favorirà il trasporto pubblico e cercherà di ridurre rifiuti, consumo energetico ed emissioni associate al torneo.
Tuttavia, esperti del New Weather InstituteScientists for Global ResponsibilityEnvironmental Defense Fund e The Sport for Climate Action Network mettono in discussione la strategia climatica della FIFA, accusata di avere un’punto cieco di fronte alla crisi ambientale. Secondo gli autori esiste un divario evidente tra gli impegni di sostenibilità dell’organizzazione e la realtà delle sue decisioni.
Il Mondiale 2026 rappresenta una sfida complessa per la FIFA, che deve bilanciare l’innovazione e la tradizione con la necessità di ridurre l’impatto ambientale. Solo il tempo dirà se l’organizzazione riuscirà a lasciare un’eredità positiva per il futuro del calcio e del pianeta.
