Al Circuit de Barcelona-Catalunyala gara si è decisa più sulle scelte strategiche che sulla pura velocità. Lewis Hamilton ha sfruttato in modo perfetto il timing di un Virtual Safety Car a metà gara e la gestione delle gomme per ottenere la sua prima vittoria con Ferrarila prima in assoluto dal suo ultimo successo per Mercedes al GP del Belgio del 2026.
Il fine settimana al Montmelò è stato caratterizzato da un consumo gomme particolarmente rilevante e da un continuo rimescolamento delle posizioni. La seconda parte della gara ha visto anche un episodio decisivo: Kimi Antonellileader del campionato, è stato costretto al ritiro a cinque giri dal termine quando la sua monoposto si è spenta mentre stava occupando la seconda posizione.
La strategia che ha cambiato la gara e il podio britannico
Hamilton ha capitalizzato il momento favorevole del Virtual Safety Car per montare pneumatici nuovi e trovare un vantaggio nella fase di riapertura della corsa. Grazie a una gestione attenta dei compound, il pilota è riuscito a mantenere la leadership fino alla bandiera a scacchi, conquistando il successo numero 105 in carriera. La top 3 è diventata così la prima composizione tutta britannica dal 1968, con George Russell secondo e Lando Norris terzo.
Per Russell il weekend ha rappresentato un rimedio parziale al colpo subito dal compagno di squadra: dopo il ritiro di Antonelli, il pilota Mercedes è riuscito comunque a portare a casa punti preziosi che gli permettono di ridurre il distacco in classificachiudendo il gap a 50 punti rispetto ai leader. Hamilton, nonostante il trionfo, rimane a 41 punti da Antonelli nella classifica piloti.
Impatto della gara su Ferrari, Mercedes e McLaren
La vittoria di Hamilton segna un momento emotivamente importante per Ferrari, ma non cancella le incognite mostrate nelle prove. Mercedes ha visto Russell lottare fino alla fine, mentre McLaren ha riportato segnali incoraggianti con Norris, che ha conquistato il secondo podio stagionale per il team. Oscar Piastri ha concluso nelle prime posizioni, evidenziando come le scelte di assetto e la gestione delle gomme siano ora al centro delle valutazioni tecniche.
Il circuito, i freni e i numeri tecnici del Montmelò
Il tracciato di Montmelò, lungo 4.657 metrirappresenta una prova severa soprattutto per la gestione delle gomme e per gli impianti frenanti. Secondo i dati tecnici, il circuito presenta cinque frenate per giro con un tempo totale di frenata inferiore a 11,5 secondidue classificate come ad alta intensità, due medie e una leggera. La curva 1, alla fine del rettilineo principale, è la più gravosa per i freni: si passa dai 304 km/h ai 164 km/h in 1,95 secondisu una distanza di 121 metricon una decelerazione massima di 3,6 g e un carico sul pedale di 96 kg. La potenza frenante raggiunge valori di 1.393 kW.
Confrontando i dati 2026 e 2026, si osserva un aumento degli spazi di frenata dovuto alle caratteristiche delle monoposto: alla curva 10, ad esempio, lo spazio di arresto è passato da 125 a 151 metri e il tempo di frenata da 2,46 a 2,96 secondi, mentre la decelerazione massima si è ridotta da 4 g a 3,3 g e il carico sul pedale è sceso da 133 kg a 88 kg. Queste cifre spiegano perché la gestione termica e meccanica delle mescole sia diventata cruciale nella scelta delle strategie gara.
Implicazioni per le gomme e le strategie di squadra
Il comportamento delle coperture ha condizionato l’andamento della corsa: team e piloti hanno dovuto bilanciare aggressività e conservazione, con varie soste e tentativi di sfruttare i cambi di ritmo. In questo contesto la decisione di Hamilton e del suo box di approfittare del Virtual Safety Car si è rivelata determinante, trasformando una scommessa tattica in una vittoria concreta per Ferrari.
La Formula 1 proseguirà la stagione europea con il Gran Premio d’Austria, in programma il weekend del 26-28 giugnodove squadre e piloti cercheranno risposte alle incognite tecniche emerse nelle ultime gare.



