Alex Mumbrù è sbarcato a Bologna e la sua presenza è il primo segnale tangibile del rinnovamento tecnico della Virtus Bologna. La squadra ha già mostrato l’immagine del nuovo allenatore con la sciarpa bianconera, simbolo di un cambio di passo che coinvolgerà staff, organico e strategia di gioco.
Il progetto affidato a Mumbrù prevede una riorganizzazione strutturata del roster e la definizione di priorità sportive precise. La società ha scelto un profilo con incarico significativo e un piano economico definito, e la preparazione del gruppo partirà da certezze e alcune operazioni di mercato pianificate.
Identità tattica e staff di lavoro confermato
Con l’arrivo di Mumbrù la Virtus punta su un modello di gioco caratterizzato da dinamismo e pressione difensiva. Il coach catalano privilegia un basket che metta in evidenza i giocatori di perimetro e la capacità di sfruttare la transizione, valorizzando il tiro da tre punti come elemento strutturale. In difesa, l’intento è creare una squadra che eserciti aggressività sulla palla e si affidi a situazioni di pressione per accelerare il ritmo della partita.
La società intende mantenere continuità nello staff tecnico con figure già inserite nel progetto. Accanto a Mumbrù sono confermati Cristian Fedrigo e Daniele Parente, e si valuta un innesto di alto profilo nel ruolo di assistente giovane e formato nel panorama spagnolo per completare il reparto tecnico. L’investimento sullo staff vuole garantire sia stabilità sia innovazione nella metodologia di allenamento.
Rivoluzione del roster: chi resta, chi parte e le priorità
La Virtus si muove su più fronti per rimodellare la rosa. Il club ripartirà da una base di nove giocatori già confermati, con l’obiettivo di integrare elementi funzionali al sistema di Mumbrù. Il reparto dei lunghi è considerato solido grazie alle conferme di Momo Diouf e Aliou Diarra e alla possibile inclusione di Kevin Kokila attraverso la formula del prestito.
Nel pacchetto degli italiani sono presenti nomi su cui il club conta per fornire energia e adattabilità: Davide Casarin e Tommaso Baldasso sono indicati come elementi utili per le rotazioni e per la fase offensiva e difensiva. L’ossatura iniziale includerà anche Derrick Alston Jr., Daniel Hackett e Francesco Ferrari tra gli elementi già presenti nella rosa con capacità di integrazione nei piani tecnici.
La separazione da Alessandro Pajola e la scelta del playmaker
Uno degli sviluppi più significativi è l’addio di Alessandro Pajola, che interrompe una relazione lunga undici anni con la maglia bianconera. Per la regia la società ha individuato Rasheed Bello come elemento chiave per la gestione dei ritmi e la conduzione offensiva: la sostituzione punta su un play in grado di accelerare la transizione e coordinare le responsabilità offensive richieste dal nuovo sistema.
Operazioni in uscita e obiettivi esterni
Il club deve ancora sbrogliare alcune situazioni contrattuali con opzioni di uscita. Tra i movimenti più rilevanti figurano possibili partenze: Carsen Edwards è tra i nomi segnalati verso lo Zalgiris Kaunas mentre Nikola Akele è vicino alla firma con l’Olimpia Milano. Altri giocatori, come Karim Jallow e Alen Smailagic, sembrano destinati a separarsi dalla società.
Per completare lo slot degli italiani la dirigenza monitora diverse piste: tra i nomi in trattativa c’è Arturs Strautins, valutato anche in relazione a interessi di altre città come Roma e resta viva l’ipotesi di una conferma a sorpresa di Matt Morgan, che ha già salutato i tifosi ma non ha ancora una nuova sistemazione ufficiale.
Economia del progetto e prospettive pratiche
Al centro del matrimonio tra club e coach c’è anche un impegno economico ben definito: a Mumbrù è offerto un contratto biennale per un valore complessivo pari a 850mila euro. La scelta di puntare su un tecnico con un doppio incarico è coerente con la politica recente della società, orientata a figure con esperienze nazionali e internazionali.
Dal punto di vista operativo, la pianificazione societaria includerà la definizione finale dello staff, il completamento delle trattative per i ruoli esterni e la comunicazione pubblica degli obiettivi del progetto. Nei prossimi giorni i tifosi potranno seguire gli sviluppi che determineranno l’impianto definitivo della squadra per la stagione a venire.
Il nuovo corso targato Mumbrù intende coniugare immediate ambizioni competitive con uno sviluppo sostenibile del roster, puntando su giocatori adatti al sistema e su uno staff in grado di tradurre la filosofia del coach in rendimento sul campo.

