La scena del basket italiano potrebbe cambiare rapidamente: la Capitale è vicina a ospitare non una ma due squadre nel massimo campionato. Accanto al progetto già annunciato che coinvolge Donnie Nelson e Luka Doncic, sta prendendo corpo un’altra operazione di alto profilo legata alla cordata guidata da Paul Matiasic attuale presidente di Trieste.
Operazione Brescia: il trasferimento del titolo e i passaggi tecnici
La trattativa che riguarda la Pallacanestro Brescia prevede il trasferimento del relativo titolo sportivo verso Roma, con la nuova squadra chiamata a utilizzare il PalaEur come sede di gioco. I tempi sono serrati: le società hanno l’obbligo di presentare domanda di ammissione al campionato entro venerdì 26 mentre la finestra per comunicare un trasferimento di sede scade il martedì 30. In questo intervallo è previsto un consiglio federale straordinario volto a ratificare eventuali passaggi di titolo, e la documentazione della richiesta di spostamento dovrebbe essere depositata nelle prossime ore.
Il ruolo degli attori coinvolti
Per completare l’operazione sarà necessario definire l’accordo con il presidente di Brescia, Mauro Ferrari e chiarire gli assetti societari che seguirebbero il trasferimento. Matiasic non può detenere la proprietà o la presidenza di due team che partecipano allo stesso campionato: da qui la necessità di riorganizzare la proprietà di Trieste e di Brescia, con ipotesi concrete sul tavolo che riguardano cessioni di quote o scambi di diritti.
Implicazioni per Trieste, Brescia e la partecipazione alle coppe
La manovra avrà ripercussioni immediate su più fronti. Innanzitutto Trieste Matiasic si è dimesso dalla presidenza del club giuliano e starebbe uscendo dalla compagine azionaria, con quote vendute a un fondo americano che, insieme ai soci storici, manterrebbe la proprietà del club. Questa operazione è funzionale al rispetto delle regole federali che vietano a un unico proprietario di gestire due squadre nella stessa categoria.
Quanto a Brescia il trasferimento del titolo alla Capitale implicherebbe scelte sul futuro del basket nella città lombarda. Una possibilità allo studio è che il presidente Ferrari acquisisca un altro diritto sportivo per salvaguardare una società locale in A2 o per mantenere una squadra professionistica in città. Nel mezzo di queste valutazioni c’è anche la partecipazione alle competizioni europee: la richiesta di iscrizione alla Basketball Champions League presentata all’ultimo momento complica ulteriormente i calendari decisionali, poiché l’organo continentale ha chiesto tempo per analizzare le domande.
Questioni amministrative e impiantistiche
Le pratiche non riguardano solo assetti societari: Trieste deve affrontare problemi legati al palasport e alle autorizzazioni con il Comune, mentre Roma dovrà confermare gli accordi per utilizzo degli impianti e sponsor. L’ingresso di un’altra franchigia nella Capitale richiederà un piano operativo per logistica, biglietteria e compatibilità con gli altri eventi cittadini.
Se la procedura verrà completata nei termini stabiliti, Roma ritroverebbe il basket di vertice dopo l’uscita dall’orbita del massimo campionato di alcune realtà locali avvenuta nel 2026: questa volta però lo scenario include due formazioni, cosa che potrebbe dar luogo a un derby cittadino ad alto profilo.
Scenari possibili e tempistiche decisive
Le prossime giornate sono quindi decisive. Se la documentazione di trasferimento verrà formalizzata entro i termini, la Lega potrebbe convocare un’assemblea per approvare la lista delle partecipanti e la Federazione a sua volta ratificherà le variazioni necessarie. Allo stesso tempo andranno chiarite le eventuali cessioni: tra le ipotesi circolate c’è quella di un ritorno di Trieste a un precedente proprietario o l’acquisizione da parte di Ferrari di un titolo alternativo per Brescia, soluzioni che mirano a preservare il basket nelle rispettive città.
In sostanza, la Capitale si trova davanti a una finestra di opportunità e complessità: da un lato l’arrivo di una franchigia sostenuta dalla coppia Nelson-Doncic, dall’altro il possibile sbarco di un club già abituato a lottare per i vertici del campionato. Entrambi i progetti dovranno rispettare le scadenze federali e risolvere le questioni societarie entro i termini stabiliti per rendere ufficiale la rinascita del basket di Serie A a Roma.



