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1 Luglio 2026

Tennis: routine pre e post allenamento per evitare stop

Routine pratiche per tennisti: mobilità delle spalle, core stability, polso e gomito, gestione carichi e recupero con attrezzi low-cost

Tennis: routine pre e post allenamento per evitare stop

Il tennis premia chi sa ripetere gesti tecnici ad alta intensità con precisione. Per farlo senza fermarsi, serve una routine che riduca il carico eccessivo su spalle, gomito e polso e che metta in sicurezza il tronco. Un riscaldamento mirato, la cura del defaticamento e poche regole di gestione dei carichi sono la base per risparmiare dolori e giorni persi.

Questa guida propone un protocollo essenziale, modulabile e sostenuto da buone pratiche evidence-based migliorare la mobilità scapolo-omerale consolidare la core stability proteggere i distretti più esposti e usare attrezzi economici. L’obiettivo è chiaro: più qualità negli scambi, meno stress tissutale, progressioni sensate e recupero efficace, senza trasformare l’allenamento in un’odissea.

Riscaldamento specifico: mobilità di spalle per il servizio

Prima di colpire, la spalla ha bisogno di muoversi libera e stabile. In 8-10 minuti si combinano attivazione e mobilità dinamica: circonduzioni con elastico leggero, “wall slides” e rotazioni esterne a basso carico mettono in moto cuffia e scapola. Lavorare su rotazione esterna e upward rotation della scapola prepara il servizio, riducendo impingement e stress tendineo. Esempio: 2 serie da 12-15 ripetizioni di rotazioni esterne con gomito a 90°, 2 serie da 10 wall slides lente, 2 serie da 10-12 scivolate scapolari; ritmo controllato, respirazione regolare, nessun dolore puntiforme.

Completano il blocco pochi lanci a vuoto del gesto (servizio senza palla) con focus su traiettoria del braccio e allineamento costole-pelvi. Il principio è specificità graduale si passa da movimenti generali a movimenti che imitano il colpo. Se la percezione di sforzo (RPE) supera 4/10 già nel warm-up, si riduce ampiezza o si allenta la tensione dell’elastico. La qualità del riscaldamento si misura nella sensazione di calore articolare senza fatica residua.

Core stability per accelerazioni, frenate e rotazioni

Il tronco trasferisce energia dal terreno alla racchetta. Se il core cede, le spalle iper-lavorano e i colpi perdono controllo. Nel pre-allenamento bastano 6-8 minuti: plank frontale con spinta attiva dei gomiti, side plank con abduzione isometrica del braccio, dead bug con espirazione lunga. L’obiettivo è creare rigidezza funzionale e coordinazione respiro-movimento. Proposta: 2 serie da 20-30 secondi per variante, recupero breve, focus su bacino in neutro e costole “giù”.

Nella settimana, si inseriscono 2 blocchi tecnici: anti-rotazione con elastico (press Pallof 3×10-12 per lato) e hip hinge con bastone per consolidare l’allineamento lombo-pelvico. Questi esercizi crescono lentamente di carico, mantenendo RPE 5-6/10. Una core stability solida abbassa i picchi di taglio e decelerazione, riducendo stress su colonna e cintura scapolare, con benefici diretti nella ripetizione dei colpi in serie.

Polso e gomito: routine salva-epicondilo

Il volume di dritti e servizi colpisce il comparto estensori del polso. Una micro-routine mirata prima e dopo l’allenamento riduce il rischio di epicondilalgia. Pre: 2 serie da 15 movimenti di flesso-estensione attiva del polso, 10-12 deviazioni radiali/ulnari lente, 2 serie da 12 pronosupinazioni con martello leggero o chiave inglese (lever arm a bassa intensità). Focus su controllo fine, senza rimbalzi. Post: 1 serie da 30-45 secondi per allungamento estensori e flessori con presa morbida, più 2 serie da 12-15 curl eccentrici del polso con manubrio leggero.

La progressione migliore è l’eccentrico controllato: abbassare il carico in 3-4 secondi mantiene stimolo tendineo utile senza overload. Se compaiono fastidi, si scala la tensione o si riduce il volume del 20-30% per 7-10 giorni mantenendo la frequenza. Un occhio anche alla presa: grip troppo sottile aumenta compressioni; una sostituzione del grip o overgrip può distribuire meglio le forze e togliere stress dai flessori, soprattutto con mani grandi o palmo sudato.

Carichi, recupero e attrezzi low-cost: linee guida pratiche

La regola d’oro è la progressione. Aumento del volume tecnico settimanale entro il 10-20% e almeno 1 giorno off ogni 7; nei periodi intensi, sedute “leggere” a RPE 4-5/10 intercalate a sedute “pesanti” a RPE 7/10. Il sonno resta il miglior recupero: puntare a 7-9 ore, idratazione regolare, snack con 20-30 g di proteine entro 2 ore se la seduta è impegnativa. Nei 15 minuti post allenamento, defaticamento con 5-7 minuti di cyclette blanda o camminata, più mobilità dolce per spalle e colonna toracica mantiene il tono senza irrigidirlo.

Attrezzi economici fanno la differenza: un elastico da 2-5 kg di resistenza, una palla da massaggio o pallina da tennis, un martello o un bastone, un mini foam roller. Con questi si copre attivazione, lavoro eccentrico e autotrattamento. Esempio di set-up low-cost: elastico per rotatori e anti-rotazione, martello per pronosupinazione, pallina per rilascio della muscolatura dell’avambraccio 1-2 minuti per segmento, roller breve su gran dorsale e pettorale prima del campo. Se il tempo è poco, si salvano i tre pilastri: spalle, core, avambraccio.

Esempio di routine in 20 minuti prima e dopo il campo

Pre-campo (12-14 minuti): 1) mobilità toracica su panca o muro, 2×8; 2) rotazioni esterne con elastico, 2×12-15; 3) wall slides lenti, 2×10; 4) side plank 2×25″ per lato; 5) dead bug 2×6 per lato; 6) pronosupinazioni leggere, 2×10; 7) 5 swing del servizio a vuoto. Intensità moderata, tecnica pulita, RPE 4-5/10. Post-campo (6-8 minuti): camminata o cyclette blanda 5 minuti, stretching dolce per pettorale e dorsale 30-40″, eccentrici del polso 2×12, respirazione diaframmatica 2 minuti per abbassare l’attivazione. La logica è coerenza e ripetizione: poco ma spesso, ogni seduta.

Ogni 4-6 settimane, si rivede il carico e si aggiorna la progressione: se non compaiono fastidi, si aggiunge una serie o si incrementa del 5-10% la resistenza dell’elastico; se emergono sovraccarichi, si riduce il volume settimanale, si mantiene la routine tecnica a bassa intensità e si privilegiano esercizi indolori. La costanza nel rispettare questi parametri rende più robusti i tessuti e stabilizza il gesto, proteggendo spalla gomito e polso nelle fasi ad alta richiesta.

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Aggiornato 08:22 CEST
Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.