Negli ultimi mesi Simone Cremona ha attraversato una fase di riflessione professionale che lo ha portato a cambiare radicalmente percorso. A seguito di un breve momento in cui ha pensato di smettere — un pensiero che, come lui stesso lo definisce, “è stato un attimo che mi ha aperto la mente” — ha deciso di lasciare l’Italia e trasferirsi in Spagna per cercare nuovi stimoli e migliorare la propria preparazione.
Il passaggio è stato anticipato da una trasferta in Malesia, dove Cremona ha centrato una bella finale nel FIP Bronze in coppia con il portoghese Antonio Luque. Da lì è partito il progetto di vita e di allenamento: un trasferimento a Sabadell, la convivenza in un nuovo appartamento con Giulio Graziotti e un altro ragazzo italiano, Martino che frequenta il corso maestri in Catalunya, e la quotidianità nell’accademia Aurial.
Scelta personale e motivazioni sportive per il trasferimento a Sabadell
La decisione di lasciare l’Italia è figlia di esigenze professionali e personali: a 38 anni e senza vincoli sentimentali rilevanti, Cremona ha valutato che il momento fosse quello giusto per tentare un’esperienza all’estero. “Devo lasciare l’Italia“, spiega, e la motivazione principale è il desiderio di confrontarsi quotidianamente con un livello di allenamento più elevato. In Spagna, infatti, è frequente dividere il campo con giocatori di circuito Premier Padel come Chozas e Libaak, situazione che – secondo Cremona – amplifica il valore degli allenamenti.
L’accordo con l’accademia Aurial prevede supporto tecnico e la possibilità che i coach lo seguano anche in alcuni tornei FIP. Cremona sottolinea l’importanza di avere un coach sempre al proprio fianco: l’esperienza delle finali di Serie A con in panchina Juani Mieres gli ha mostrato come un allenatore esperto possa fare la differenza. “È incredibile come veda le cose prima“, dice riferendosi a Mieres, e aggiunge che il supporto tecnico gli ha restituito fiducia dopo un periodo di risultati inferiori alle attese.
Due titoli nello stesso giorno: Milano, Amsterdam e la fiducia ritrovata
Nelle settimane precedenti al trasferimento, Cremona ha vissuto un episodio che riassume la sua capacità di conciliare impegni e obiettivi: ha vinto due titoli nazionali nello stesso giorno in due Paesi diversi. Con l’Happy Village di Terni ha conquistato lo scudetto di Serie A partita che si è decisa grazie alle prestazioni decisive di Victor Ruiz e Aris Patiniotis mentre nello stesso fine settimana Cremona era volato ad Amsterdam dove, ingaggiato dall’ex partner Sten Richters ha contribuito al successo del Peakz Padel riportando il titolo dopo due stagioni senza vittorie.
Il successo con la squadra di Terni ha avuto un valore particolare: “Vincere la Serie A con l’Happy Village di Terni mi ha restituito fiducia“, afferma Cremona, ricordando il ruolo del direttore tecnico Simone Mangoni e la coesione del gruppo, costruita anche grazie all’esperienza condivisa con Perino e Patiniotis negli ultimi otto anni. Questo risultato gli ha dato uno slancio psicologico importante prima della partenza per la Spagna.
Economia dell’attività professionistica e sostenibilità del progetto
Cremona non nasconde che il trasferimento richiede organizzazione economica: un programma completo in un’accademia di qualità costa circa 400 euro al mese, mentre l’attività professionistica completa può raggiungere cifre comprese tra i 40 e i 50.000 euro all’anno, considerando viaggi, staff e accomodation. Per questo il ruolo degli sponsor è centrale, perché restare tra i top non garantisce automaticamente un prize money sufficiente a coprire tutte le spese.
Nonostante le difficoltà finanziarie, il focus rimane il padel. Cremona intende concentrarsi sull’allenamento e sul ritorno a un livello competitivo, lavorando soprattutto sulla condizione fisica e sulla preparazione mentale: cita il caso di Javi Leal che ha attraversato un lungo periodo senza vittorie a livello Premier (fino a 207 giorni) e poi è riuscito a ritrovare la forma, a dimostrazione che la carriera può avere più fasi e ripartenze.
Per i prossimi tornei Cremona giocherà inizialmente con Antonio Luque per quattro o cinque appuntamenti, poi il programma potrebbe evolversi: l’obiettivo dichiarato è ricostruire fiducia, migliorare la routine di allenamento e sfruttare la presenza quotidiana di coach e compagni per crescere ancora. “E avere un coach in panchina come Juani Mieres ha fatto la differenza“, ripete, convinto che la scelta di trasferirsi sia quella giusta per chi, come lui, vuole chiudere la carriera senza rimpianti.



