La Spagna ha sollevato al cielo la Coppa del Mondo 2026 strappandola ai piedi di Lionel Messi in una finale epica decisa ai tempi supplementari. La squadra di Luis de la Fuente ha dimostrato di essere la migliore, superando tutte le finaliste del torneo precedente. Tuttavia, l’ombra di Gianni Infantino e del suo sistema di gestione ha oscurato parte della festa.
Il trionfo spagnolo è stato meritato, con una squadra giovane e brillante che ha saputo imporsi grazie a un gioco offensivo e spregiudicato. Lamine Yamal nonostante la giovane età, ha mostrato lampi di genio, anche se non ha ancora la presenza scenica di Messi. Il ct de la Fuente, arrivato alla nazionale dopo una carriera nelle giovanili, ha portato la Spagna a vincere sia l’Europeo che il Mondiale, diventando un punto di riferimento per il calcio moderno.
Il rapporto tra Infantino e Trump: favori e controversie
Il Mondiale 2026 sarà ricordato anche per i rapporti tra Infantino e Donald Trump. La squalifica congelata di Folarin Balogun su richiesta di Trump, ha richiamato i peggiori episodi della storia dei Mondiali. I favoritismi alle squadre dei Paesi ospitanti non sono una novità, ma questa volta l’episodio non ha influenzato il risultato finale, visto che gli Stati Uniti sono stati eliminati presto.
La FIFA e il Paese organizzatore hanno sempre avuto rapporti stretti, ma in questo caso si è andati oltre. La decisione di annullare la squalifica di Balogun ha sollevato molte critiche, anche se non ha cambiato l’esito del torneo. Gli Stati Uniti, nonostante gli sforzi e lo spot promozionale della Fox, non sono riusciti a raggiungere la finale, deludendo le aspettative.
L’Europa penalizzata dal sistema Infantino
Guardando alle quattro semifinaliste, si può dire che il risultato riflette quanto visto in campo. L’Europa resta il continente guida del calcio, con l’eccezione di Messi, considerato il più grande giocatore di questo secolo. Tuttavia, Infantino sembra penalizzare sistematicamente l’Europa, preferendo i Paesi arabi e africani.
I Paesi arabi hanno i soldi, mentre quelli africani garantiscono voti nelle elezioni federali. Questo sistema ha portato a decisioni come il Mondiale in Qatar d’inverno, che ha stravolto i calendari europei. Anche il torneo del 2034 si svolgerà in Arabia Saudita nonostante i risultati sportivi modesti di questi Paesi.
L’allargamento del Mondiale ha premiato Asia e Africa, riducendo il peso dell’Europa. Questo gigantismo, con più partecipanti e partite, ha cambiato l’equilibrio del torneo, favorendo le federazioni che supportano Infantino.
Gli accrediti dimezzati alla Gazzetta dello Sport
Durante il torneo, la Gazzetta dello Sport ha mantenuto una posizione critica nei confronti di Infantino, pubblicando articoli e interviste esclusive. Tuttavia, alla vigilia della finale, la FIFA ha dimezzato gli accrediti concessi alla testata, nonostante fossero stati confermati il giorno prima.
La FIFA ha assicurato che la decisione non era legata alle critiche, ma la coincidenza è stata vista come un segnale di ritorsione. La Gazzetta ha accettato la spiegazione, ma ha espresso dubbi sulla casualità dell’episodio. Il giornale ha ricordato la sua storia di 130 anni, affermando che ci sarà anche dopo Infantino.
Il Mondiale 2026 ha visto trionfare la Spagna, ma le polemiche e le controversie hanno gettato un’ombra sul torneo. Il sistema di Infantino, basato su favori e potere, ha penalizzato l’Europa e sollevato critiche. La vittoria spagnola è stata meritata, ma il calcio paga il prezzo di una gestione discutibile.
