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1 Agosto 2026

Nirmal Purja, il recordman degli Ottomila, muore sul Broad Peak

Nirmal Purja, il celebre alpinista nepalese, ha perso la vita in una valanga sul Broad Peak. Conosciuto per aver scalato i 14 Ottomila in soli 189 giorni, lascia un'eredità indelebile nel mondo dell'alpinismo.

Nirmal Purja, il recordman degli Ottomila, muore sul Broad Peak

Il mondo dell’alpinismo è in lutto per la scomparsa di Nirmal Purja noto come Nims Dai travolto da una valanga sul Broad Peak insieme ad altri nove alpinisti. La tragedia è avvenuta giovedì, nel cuore della catena del Karakorum in Pakistan nord-orientale. Purja, 43enne, aveva recentemente raggiunto la cima del suo 57esimo Ottomila e stava cercando di completare una tripla collezione delle 14 montagne mito.

La notizia della sua scomparsa è stata confermata da Elite Expeditions la società di alpinismo di cui Purja era a capo. La valanga ha colpito la squadra di dieci alpinisti esperti, tra cui cinque o sei cittadini nepalesi. Le autorità locali hanno confermato il ritrovamento di quattro corpi, tra cui quelli di Nadhira Al Harthy la prima donna omanita a raggiungere la vetta dell’Everest, e Pur Bahadur Gurung noto come Yukta.

La carriera straordinaria di Nirmal Purja

Nirmal Purja è entrato nella leggenda dell’alpinismo nel 2019, quando ha scalato i quattordici Ottomila della Terra in soli 189 giorni. Un record che ha battuto tutti i precedenti e che è stato documentato in un film trasmesso in televisione. Nel, ha compiuto un’altra impresa straordinaria: ha scalato il K2 in inverno senza l’ausilio di ossigeno supplementare.

La sua carriera è iniziata nell’esercito britannico, dove ha servito per 16 anni, anche nelle forze speciali della Royal Navy. Dopo aver lasciato l’esercito, si è dedicato a tempo pieno all’alpinismo, diventando uno dei più grandi alpinisti della storia. La sua filosofia era semplice: “Non si tratta di scalare una montagna ma di seguire i tuoi obiettivi”.

La tragedia sul Broad Peak

La valanga che ha travolto Purja e la sua squadra è avvenuta a una quota di circa 6.600 metri. I soccorritori hanno ritrovato quattro corpi alla base della valanga, non lontano dal campo base. Il Club Alpino del Pakistan ha mobilitato due elicotteri e ha dichiarato di stare facendo tutto il possibile per garantire il supporto necessario.

Tra gli alpinisti coinvolti nella tragedia ci sono anche Sohail Sakhi mentore di molti scalatori pakistani, e Mallory Geis un’americana. Le speranze dei soccorritori sono ancora vive, grazie a un debole segnale di movimento rilevato da uno dei dispositivi degli scalatori.

Le vittime della valanga

Oltre a Nirmal Purja, le vittime confermate della valanga sono Nadhira Al Harthy e Pur Bahadur Gurung. Tra i dispersi ci sono anche Wang Zhong un cinese, e diversi alpinisti nepalesi, tra cui Nima SherpaNawang Thindu SherpaGyalu Sherpa e Kili Pemba Sherpa.

La comunità alpina mondiale è in lutto per la perdita di questi grandi alpinisti. Nirmal Purja lascia un’eredità indelebile nel mondo dell’alpinismo, ispirando generazioni future a seguire i propri sogni e a sfidare le montagne più alte del mondo.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.