Gianni Infantino, presidente della Fifa si trova al centro di una tempesta perfetta. Dopo il controverso piano di privatizzazione dei Mondiali attraverso la Fifa Forward Enterprise (FFE) le critiche non si sono fatte attendere. Nonostante le scuse pubbliche, la Uefa e altre confederazioni hanno mantenuto una posizione ferma, minacciando di boicottare le competizioni organizzate dalla Fifa.
Il progetto, che prevedeva la creazione di una società commerciale per gestire i ricavi dei tornei, è stato accolto con scetticismo e ostilità. Le federazioni nazionali e le confederazioni hanno criticato la mancanza di trasparenza e il processo decisionale unilaterale. La Uefa in particolare, ha espresso chiaramente la sua intenzione di non partecipare ai Mondiali se il piano fosse andato avanti.
Il summit di Rabat e il sostegno alla presidenza di Infantino
In un tentativo di rafforzare la sua posizione, Infantino ha convocato un summit a Rabat in Marocco per discutere la crisi. Durante l’incontro, il presidente ha ribadito la sua determinazione a rimanere in carica, ricevendo il sostegno formale dei vertici della Fifa. Tuttavia, le scuse per gli “errori” commessi non sono state sufficienti a placare le critiche.
La Uefa ha ribadito la sua posizione, affermando che “nessuna delle condizioni richieste sono state soddisfatte“. La confederazione europea ha anche annunciato l’intenzione di commissionare una valutazione indipendente dei piani di vendita dei Mondiali. Le parole di Luis Figo testimonial della Uefa, sono state particolarmente dure, riflettendo il malcontento generale.
Le reazioni delle confederazioni e delle federazioni nazionali
Nonostante il sostegno interno, Infantino deve affrontare una crescente opposizione. La Federazione Giordana guidata dal principe Ali Al Hussein ha dichiarato che non voterà per Infantino, nonostante i pagamenti ricevuti dalla Fifa. Anche la Federcalcio di Tirana ha annunciato il suo ritiro dal voto. Tuttavia, il presidente della Fifa ha trovato sostegno in Africa, con dichiarazioni positive da parte del ministro per lo sport del SudafricaGayton McKenzie.
La Federcalcio del Gambia ha confermato il suo sostegno a Infantino, mentre altre federazioni hanno espresso preoccupazioni. In Spagna il partito Vox ha chiesto l’esclusione del Marocco dal Mondiale 2030 complicando ulteriormente la situazione per Infantino, che ha dovuto smentire di aver promesso la finale a Casablanca.
Le scuse di Infantino e le conseguenze del piano FFE
In una lettera inviata alle federazioni affiliate e al Consiglio della Fifa, Infantino ha riconosciuto gli errori commessi e ha promesso di migliorare la trasparenza. Tuttavia, le scuse non sono state sufficienti a calmare le acque. Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafström ha espresso contrarietà al piano, ma ha poi sottoscritto la dichiarazione di sostegno a Infantino.
Il progetto FFE prevedeva la creazione di una società commerciale per gestire i diritti dei tornei, con l’obiettivo di attrarre investitori privati. Tuttavia, la mancanza di coinvolgimento delle federazioni e la scarsa trasparenza hanno portato a una reazione negativa. La Concacaf e altre confederazioni hanno espresso preoccupazioni simili, contribuendo alla crescente pressione su Infantino.
Nonostante le critiche, Infantino rimane al suo posto, sostenuto dai vertici della Fifa. Tuttavia, la crisi ha messo in luce i limiti dell’autonomia presidenziale e la forza delle confederazioni continentali. La strada per il futuro della Fifa sembra ancora lunga e complessa, con molte sfide da affrontare.



