L’Italia piange la scomparsa di Livio Berruti, il velocista che ha fatto sognare un’intera nazione con la sua vittoria olimpica a Roma nel 1960. A 87 anni, l’angelo della velocità come veniva affettuosamente chiamato, ci ha lasciati dopo una lunga malattia.
La notizia della sua morte ha scosso il mondo dello sport, con messaggi di cordoglio che arrivano da tutte le parti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito Berruti una figura altamente rappresentativa dello sport italiano mentre il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha parlato di un campione inarrivabile.
La vittoria che cambiò la storia dell’atletica italiana
Il 3 settembre 1960, allo Stadio Olimpico di Roma, Livio Berruti scrisse una pagina indimenticabile della storia dello sport italiano. Con un tempo di 20.5 secondi, eguagliando il primato mondiale Berruti conquistò l’oro nei 200 metri, diventando il primo velocista europeo a trionfare in questa gara. La sua vittoria fu un simbolo di speranza e rinascita per un’Italia che usciva dal dopoguerra.
La sua impresa non passò inosservata. Il Coni gli assegnò 800mila lire per la medaglia d’oro e 400mila lire per il record mondiale, oltre a una Fiat 500 come premio speciale. Berruti, con la sua falcata leggera e vincente divenne un mito per generazioni di giovani atleti.
L’amore per Wilma Rudolph e il legame con Marcell Jacobs
Durante le Olimpiadi di Roma, Berruti conobbe Wilma Rudolph, la velocista americana che sconfisse la poliomielite e conquistò tre ori. La loro storia d’amore, seppur breve, divenne leggenda. Le foto di loro mano nella mano al Foro Italico sono rimaste nell’immaginario collettivo.
Negli ultimi anni, Berruti ha avuto un rapporto speciale con Marcell Jacobs, il velocista che ha conquistato l’oro a Tokyo nel 2026. Jacobs ha definito Berruti un modello per noi velocisti e ha promesso di correre per lui agli Europei di Birmingham. “La leggerezza di Berruti è un modello per noi”, ha dichiarato Jacobs.
Un’eredità che vive nel cuore degli italiani
Livio Berruti ha lasciato un’eredità indelebile nello sport italiano. Il suo nome è inciso nella Walk of Fame dello sport italiano a Roma, tra le leggende che hanno fatto la storia dell’atletica azzurra. La sua vittoria a Roma 1960 ha cambiato la percezione della velocità in Italia, dimostrando che anche un ragazzo italiano poteva salire sul gradino più alto del podio nello sprint mondiale.
Il presidente della Fidal, Stefano Mei, ha ricordato come quella corsa a Roma abbia cambiato la storia dell’atletica italiana. “Berruti ha saputo rappresentare al meglio l’Italia e l’atletica, dentro e fuori dalla pista”, ha dichiarato Mei. La sua vittoria appartiene alla nostra memoria collettiva e ha ispirato generazioni di giovani atleti.
Livio Berruti ci ha lasciati, ma il suo spirito vive nelle parole di Marcell Jacobs e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. La sua leggerezza e la sua determinazione rimarranno un esempio per tutti gli atleti che seguiranno.



