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1 Settembre 2026

Analisi della 10a tappa della Vuelta a España 2026: profili, favoriti e orari

La decima tappa della Vuelta a España 2026 promette emozioni con un percorso variegato e adatto a diversi tipi di corridori. Scopriamo insieme i dettagli.

Analisi della 10a tappa della Vuelta a España 2026: profili, favoriti e orari

La seconda settimana della Vuelta a España 2026 si apre con una tappa che promette di essere estremamente dinamica e imprevedibile. Il percorso della decima frazione, lungo 190 chilometri, presenta un profilo misto che potrebbe favorire sia gli uomini di classifica che i velocisti, a seconda di come si svilupperà la corsa.

Il via ufficiale è previsto per le 12:59, con l’arrivo atteso tra le 17:15 e le 17:45. La tappa sarà trasmessa in diretta su Eurosport e Discovery+ dalle 14:45 alle 18:15.

Un percorso variegato e insidioso

Dopo un inizio pianeggiante di 6 chilometri, i corridori affronteranno una lunga salita non categorizzata al Puerto de las Crucetas lunga 16,5 chilometri con una pendenza media del 2,8%. Gli ultimi 1,8 chilometri presentano una pendenza più impegnativa, con un picco del 10%.

Seguono 19 chilometri di discesa e fondovalle che portano ai piedi del Puerto del Peralejo una salita di 5,2 chilometri con una pendenza media del 4,3%. Dopo 20 chilometri molto mossi in quota, i corridori affronteranno una discesa di 9 chilometri, seguita da uno strappo di 400 metri al 6% che precede l’inizio del Puerto de Ayna.

Per quasi 50 chilometri la strada tende a scendere, pur con molte contropendenze. Poi, 15 chilometri di falsopiani ed ondulazioni conducono agli ultimi 35 chilometri, intriganti e decisivi. Il Puerto Hijar lungo 1,1 chilometri con una pendenza media del 9,5%, precede l’imbocco del Puerto de Socovos una salita di 9,8 chilometri con una pendenza media del 3,5% e picchi del 12%. Seguono quasi 14 chilometri di discesa, con tratti da pedalare e contropendenze.

Un interessante trampolino è la salita di El Gallego lunga 1,7 chilometri con una pendenza media del 5,9%. Questa salita termina a soli 6 chilometri dall’arrivo: di questi, 1,4 sono di lieve discesa, poi la strada sale per 4,5 chilometri al 2,7%, con picchi dell’8%, fino agli ultimi 300 metri pianeggianti.

I possibili protagonisti della tappa

Questa frazione sembra adatta a molti corridori. In linea teorica, se la corsa venisse condotta a ritmo sostenuto, potrebbe essere vinta da un uomo di classifica come Primož Roglič (Red Bull – BORA – hansgrohe) o Richard Carapaz (EF Education – EasyPost), grazie alle pendenze impegnative delle ultime asperità e al traguardo posto praticamente in salita.

Tuttavia, con un andamento più lineare, la vittoria potrebbe arridere a corridori veloci come Wout van AertOrluis Aular (Movistar Team) o Mads Pedersen (Lidl – Trek), se fosse vicino alla sua versione mostrata nell’ultimo Tour.

Nonostante l’apparente favore alle fughe, è importante tenere d’occhio i corridori che potrebbero inserirsi in una fuga pericolosa. Senza la presenza di Tadej Pogačar a tenere chiusa la corsa con l’UAE Team Emirates, la situazione potrebbe diventare più imprevedibile. Basti ricordare che Ben O’Connor ha rischiato di vincere la Vuelta del 2024 in una tappa abbastanza simile.

I possibili fuggitivi

Tra i corridori che potrebbero avere libertà di azione ci sono Gregor Muhlberger (Decathlon CMA CGM Team), Jakob Omrzel (Bahrain – Victorious), Clément Berthet (Groupama – FDJ United), Jarno Widar (Lotto Intermarché) e Cristián Rodríguez (XDS Astana Team). In particolare, Muhlberger potrebbe essere una carta da giocare per costringere la Movistar a restare in tiro tutto il giorno senza sacrificare la prima punta, Felix Gall.

Tra gli altri possibili fuggitivi ci sono Guillaume Martin (Groupama – FDJ United), Léo Bisiaux (Decathlon CMA CGM Team), Pello Bilbao e Santiago Buitrago (Bahrain – Victorious), Valentin Paret-PeintreMauri VansevenantFilippo Zana e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Vincenzo Albanese (EF Education – EasyPost), Lorenzo Fortunato e Alessandro Romele (XDS Astana Team), Ramses Debruyne (Alpecin – Premier Tech), Marcel Camprubí (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Alexey Lutsenko (NSN Cycling Team), e gran parte della UAE Team Emirates – XRG.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.