Il Bari ha compiuto un passo significativo verso la stabilità finanziaria, grazie all’intervento decisivo di Filmauro. La società biancorossa ha approvato il bilancio al 30 giugno 2026, riportando il patrimonio netto in territorio positivo. Questo risultato è stato possibile grazie alla rinuncia parziale di Filmauro, società della famiglia De Laurentiis, a una parte dei finanziamenti concessi al club.
Il patrimonio netto, che al 30 giugno 2025 presentava un passivo di 6,4 milioni di euro, risulta ora positivo per circa 918mila euro. La proprietà ha confermato la disponibilità a sostenere economicamente il club, garantendo la copertura dei costi legati alla stagione in corso. Questo intervento sarà cruciale per l’udienza del 10 settembre davanti al Tribunale di Bari, dove si discuterà l’istanza di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura.
La difesa del Bari e le aspettative del Tribunale
La difesa del Bari punta a dimostrare l’assenza di uno stato di insolvenza, evidenziando la regolarità nei pagamenti e l’ottenimento della licenza Figc. Il Tribunale dovrà valutare la situazione, in una vicenda che potrebbe avere riflessi anche sul procedimento penale che coinvolge i vertici della proprietà.
Le proteste degli ultras e la richiesta di cambiamento
Nonostante i progressi finanziari, la situazione è tesa anche per le proteste degli ultras. Durante la gara di Coppa Italia Serie C contro il Picerno, uno striscione in curva recitava: “Liberate il nostro Bari”. I tifosi chiedono a gran voce la cessione societaria e la dismissione della multiproprietà, manifestando il loro malcontento verso la gestione di Aurelio De Laurentiis.
Il confronto tra passione e business nel calcio
La vicenda del Bari si inserisce in un contesto più ampio, dove la corsa al profitto nel calcio spesso entra in conflitto con la passione dei tifosi. Aurelio De Laurentiis, come altri dirigenti, ha adottato una mentalità orientata al business, che non sempre trova il favore degli appassionati. Le polemiche riguardano anche l’uso degli spazi per gli striscioni dei club, che il presidente vorrebbe riservare a sponsor televisivi.
Questa tensione tra economia e tradizione è evidente anche in altre situazioni, come le celebrazioni per il centenario del Napoli, dove alcune scelte organizzative hanno suscitato critiche. La questione è complessa e coinvolge autorità locali, tifosi e dirigenti, in un equilibrio delicato tra interessi economici e amore per il calcio.



