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11 Settembre 2026

EuroVolley 2026, Italia argento a Istanbul: la squadra tra risultati e storie personali

L'Italia femminile di volley conquista l'argento a EuroVolley 2026 perdendo 3-2 contro la Turchia a Istanbul; la squadra, guidata da Julio Velasco, è anche un mosaico di origini che testimonia l'integrazione nel panorama sportivo italiano

EuroVolley 2026, Italia argento a Istanbul: la squadra tra risultati e storie personali

L’8 settembre 2026 rimarrà nella memoria del volley europeo: alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul la finale di EuroVolley 2026 ha visto la Italia cedere alla Turchia per 3-2 (25-16, 22-25, 25-12, 21-25, 10-15). È stata una partita intensa, giocata davanti a un pubblico tutto schierato per le padrone di casa, che ha confermato la crescita tecnica e la personalità delle azzurre ma anche la forza della squadra turca nel difendere il titolo continentale.

Il risultato finale consente alla Turchia di aggiudicarsi il secondo Europeo della propria storia e regala alla Nazionale italiana la medaglia d’argento, la terza europea dopo quelle del 2001 e del 2005. Per le Azzurre è il punto più recente di un ciclo che comprende l’oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale del 2025.

Finale a Istanbul: cronaca, punteggi e cammino delle Azzurre

La partita è stata un alternarsi di momenti dominanti da parte di entrambe le squadre. L’Italia è partita forte nel primo set imponendo il proprio gioco in correlazione muro-difesa, con exploit individuali che hanno chiuso la frazione sul 25-16. La Turchia ha risposto nel secondo set (22-25), approfittando di alcuni passaggi a vuoto delle azzurre e della spinta dei 16000 spettatori. Nel terzo parziale l’Italia ha di nuovo preso il largo (25-12), ma la reazione turca nel quarto (21-25) ha spinto la contesa al tie-break, dove la maggior pressione locale ha fatto la differenza (10-15).

Percorso azzurro fino alla finale

Le Azzurre hanno costruito la loro cavalcata dall’inizio del torneo: la fase a gironi a Göteborg si è chiusa con un primo posto in Pool D e cinque vittorie su cinque. Il percorso è proseguito a Brno con il 3-0 agli ottavi sulla Bulgaria e il 3-1 nei quarti contro la Svezia; in semifinale, a Istanbul, l’Italia ha superato la Polonia 3-1 prima di affrontare la Turchia in finale. In totale nove partite tra cui otto vittorie consecutive prima dell’ultimo atto.

Una squadra di storie e identità diverse sotto la guida di Julio Velasco

Oltre al risultato sportivo, la Nazionale femminile è emersa per la ricchezza delle sue storie personali. Il gruppo azzurro è composto da atlete nate in Italia o cresciute nel paese con origini familiari internazionali: Paola egonu (nata in Italia), l’erede Merit Adigwe (nata a Crema da genitori nigeriani), Sarah Fahr (figlia di padre tedesco cresciuta all’Elba), Ekaterina Antropova (nata in Islanda da genitori russi) e Myriam Sylla (nata a Palermo da genitori ivoriani). Queste identità multiple sono spesso richiamate come esempio di integrazione nel contesto sportivo nazionale.

La squadra è guidata da Julio Velasco tecnico argentino con cittadinanza italiana, figura storica del volley che ha rilanciato la Nazionale sia maschile sia femminile. Velasco, alla guida delle azzurre in questa finale, ha portato esperienza e una gestione della pressione che ha mantenuto la squadra competitiva fino all’ultimo punto. La capitana ufficiale è Anna Danesi bresciana e centro di riferimento, mentre Alessia Orro è stata premiata come migliore palleggiatrice del torneo; tra le risorse spicca il libero Eleonora Fersino subentrata in un ruolo determinante.

Il valore di questo gruppo si misura anche nel fatto che il volley italiano è diventato una fucina per tecnici e giocatrici che lavorano oltre confine: allenatori italiani guidano altre Nazionali di vertice e il movimento femminile resta tra i più seguiti e praticati in Italia.

Nonostante la delusione per la finale persa, la medaglia d’argento di Istanbul rappresenta un capitolo importante per la squadra: un riconoscimento della continuità di rendimento internazionale e della capacità di formare atlete competitive sul piano tecnico e rappresentativo. Il cammino, come ha sottolineato lo staff tecnico, guarda ora verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali, con l’obiettivo di mantenere la qualità espressa in questa fase di crescita.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.