Salta al contenuto
13 Settembre 2026

Crioconservazione degli ovociti per le atlete spagnole: progresso o pressione?

La decisione della Federazione calcistica spagnola di sostenere le atlete nella crioconservazione degli ovociti ha acceso un dibattito nazionale. Tra chi vede un'opportunità e chi una pressione, le voci si dividono.

Crioconservazione degli ovociti per le atlete spagnole: progresso o pressione?

La Federazione calcistica spagnola (RFEF) ha recentemente annunciato un accordo innovativo con la clinica di riproduzione assistita Tambre, offrendo alle atlete della nazionale femminile l’accesso a servizi di salute riproduttiva tra cui la crioconservazione degli ovociti. Questa iniziativa, presentata come un’opportunità per le atlete di gestire la propria fertilità ha scatenato un acceso dibattito nel mondo dello sport.

Il presidente della RFEF, Rafael Louzán, ha definito l’accordo come un passo avanti senza precedenti nel panorama federativo mondiale. L’iniziativa include non solo la crioconservazione, ma anche informazioni sulla riproduzione assistita e trattamenti di fecondazione in vitro. Tuttavia, non tutti vedono questa misura come un beneficio.

Le critiche alla nuova iniziativa

Tra le voci più critiche spicca quella di Ana Peleteiro, medaglia di bronzo nel triple salto ai Mondiali di Glasgow nel 2024, che ha denunciato come questa misura possa rappresentare una forma di pressione indiretta sulle atlete. Invece di adattare la competizione alla maternità, si adattano i tempi riproduttivi delle donne alla strutturaha affermato l’atleta su Instagram.

Anche il sindacato Comisiones Obreras ha espresso preoccupazione, sostenendo che le uniche opzioni offerte alle atlete per conciliare carriera e maternità siano abbandonare la carriera o congelare gli ovociti.

Le difese dell’iniziativa

Dall’altra parte, la presidente del sindacato Futpro, Marta Perarnau, ha difeso l’accordo, sottolineando che il calcio femminile spagnolo è un modello di garanzie lavorative per le atlete madri. Questo accordo facilita e offre più servizi alle giocatrici per prendere decisioni informateha dichiarato Perarnau.

Perarnau ha anche ricordato che la legislazione spagnola prevede già misure di supporto, come la renovazione automatica del contratto per un anno per le atlete madri nel loro ultimo anno di contratto. Inoltre, ha sottolineato che l’accordo risponde a una domanda delle atlete stesse che hanno richiesto maggiori opzioni per gestire la propria salute riproduttiva.

Il contesto internazionale

L’iniziativa della RFEF si inserisce in un contesto internazionale in cui altre federazioni e club stanno esplorando soluzioni simili. Negli Stati Uniti, ad esempio, le leghe di calcio e basket femminile offrono già servizi di salute riproduttiva alle loro atlete. Anche il Chelsea, club inglese di calcio femminile, ha annunciato un programma simile.

Tuttavia, l’annuncio della RFEF è arrivato in un momento delicato, coincidendo con la denuncia di Maica García, campionessa olimpica di pallanuoto, che ha rivelato di non essere stata rinnovata dal suo club, il CN Sabadell, dopo la maternità. Questo episodio ha ulteriormente alimentato il dibattito sulle sfide che le atlete affrontano nella conciliazione tra carriera e vita familiare.

La discussione è aperta e riflette le complesse dinamiche che caratterizzano il mondo dello sport femminile oggi.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.