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27 Settembre 2026

Price cap Eni: prezzi benzina a 1,99 € e diesel a 2,19 €

Eni impone un prezzo massimo per benzina e diesel mentre il governo riduce lo sconto sulle accise: ecco tutti i dettagli e le reazioni.

Price cap Eni: prezzi benzina a 1,99 € e diesel a 2,19 €

Dal 28 settembre l’azienda energetica italiana Eni ha deciso di applicare un price cap che limita il costo della benzina a 1,99 euro al litro e quello del diesel a 2,19 euro. La misura, valida per 30 giorni e potenzialmente estendibile fino a fine anno, arriva in un contesto di prezzi record, dove la guerra nel Golfo Persico continua a far lievitare il valore del petrolio greggio.

Contemporaneamente, il governo ha annunciato il dimezzamento dello sconto sulle accise al diesel, che passerà da 12,2 a 6,1 centesimi a partire dal 5 ottobre. La doppia mossa – quella privata di Eni e quella pubblica sul regime fiscale – sta generando un vivace dibattito tra istituzioni, consumatori e rappresentanti delle regioni.

Il nuovo price cap di Eni su benzina e diesel

Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il diesel in modalità self-service si aggirava già intorno a 2,34 euro al litro sulla rete stradale e a 2,42 euro in autostrada. Con il tetto fissato a 2,19 euro, il prezzo scenderà sotto la soglia psicologica dei due euro, un risultato raro in un periodo di inflazione strutturale. La benzina invece, vede il suo massimale fissato a 1,99 euro, un valore significativamente più basso rispetto alla media nazionale di 2,15 euro.

Il comunicato di Eni sottolinea che l’intervento è volto a offrire un “contributo di solidarietà al Paese” e a salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie. Il tetto potrà essere prorogato fino a fine anno, ma la sua permanenza dipenderà dall’andamento del mercato internazionale e dalla disponibilità di approvvigionamento interno.

Dati di mercato a supporto del price cap

Il price cap si colloca in un momento in cui il prezzo medio della benzina sul territorio nazionale è di 2,154 euro, mentre in autostrada supera i 2,24 euro. Il diesel con l’ultima variazione dell’accisa, è destinato a raggiungere circa 2,40 euro sulle strade ordinari. La differenza rispetto al tetto proposto è di circa 20-25 centesimi, un risparmio che, su un pieno standard, può tradursi in risparmi superiori a 10 euro per i consumatori.

Riduzione dello sconto sulle accise al diesel

Il 5 ottobre lo sconto sulle accise al diesel sarà ridotto da 12,2 a 6,1 centesimi per litro, una diminuzione del 50 percento. La misura, introdotta con il decreto del 16 settembre, mira a contenere la spesa pubblica, che negli ultimi sei mesi ha già assorbito quasi tre miliardi di euro per i tagli alle imposte sui carburanti.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, senza il dimezzamento le stazioni avrebbero potuto raggiungere i 2,40 euro al litro sulla rete stradale e persino 2,48 euro in autostrada. Con lo sconto ridotto il prezzo finale si avvicinerà al tetto imposto da Eni, ma la differenza è comunque evidente, soprattutto per i trasportatori che dipendono dal diesel per la loro attività quotidiana.

Reazioni delle autorità e dei rappresentanti di settore

Il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha elogiato l’iniziativa di Eni come “esempio concreto di come istituzioni e grandi imprese possano collaborare per proteggere le famiglie”. Al contempo, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riconosciuto che lo Stato non può sostenere un taglio di un miliardo di euro al mese sulle accise, rendendo il price cap una soluzione temporanea più sostenibile.

L’opposizione di centro-sinistra ha invece sottolineato la necessità di una strategia nazionale più chiara: «È Eni che deve colmare le lacune del governo o è il governo che deve dare indicazioni precise alle partecipate statali?» ha interrogato il presidente dei senatori del PD, Francesco Boccia. Anche la CGIL, tramite il segretario Maurizio Landini, ha chiesto interventi più strutturali, lamentando l’assenza di una riduzione permanente delle accise.

Iniziative regionali e impatto sul settore dei trasporti

Alcune regioni hanno già reagito con misure proprie. Il Friuli-Venezia Giulia ha aumentato di 5 centesimi al litro lo sconto regionale sui carburanti, mentre la Sicilia ha stanziato 15 milioni di euro a sostegno degli autotrasportatori, categoria particolarmente vulnerabile ai rincari.

Anna Vita Manigrasso, presidente di Assotir, ha ribadito che, finché il governo rimarrà inattivo, il rischio di mobilità ridotta è reale: «Senza diesel i camion non si accendono, e la logistica nazionale ne risente». Tuttavia, finora non è stato annunciato alcuno sciopero del settore trasporti su ruote.

Le reazioni contrastanti tra istituzioni, consumatori e imprese evidenziano la complessità di una politica energetica che deve conciliare equità sociale e sostenibilità finanziaria.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.