Dal 24 al 27 settembre 2026 il Golfo di Napoli è diventato il teatro delle seconde regate preliminari della 38ª America’s Cup. Nove monoscafi della classe AC40 hanno solcato le acque tra il Golfo degli Angeli e l’ombra del Vesuvio, offrendo otto prove di flotta e una finale che ha messo di fronte i due leader della classifica.
Luna Rossa conquista il match race contro Team New Zealand
Guidata da Max Sirena la scuderia italiana ha dominato quattro delle otto regate di flotta e ha sigillato il trionfo nella gara di gara contro Team New Zealand. Il timoniere Peter Burling arrivato a Napoli per la corte di Patrizio Bertelli e il giovane Marco Gradoni supportati da trimmer Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini hanno mostrato una lettura perfetta della fase di partenza, imponendo subito la prua davanti ai rivali.
Strategia di virata e gestione del foil
Nel match race la barca italiana ha scelto la sinistra del campo, mentre i Kiwi hanno optato per la destra, godendo di una pressione più elevata. Quando New Zealand è arrivato al boundary, ha dovuto eseguire una manovra di emergenza; Luna Rossa, più agile, ha effettuato un controsorpasso, conquistando il comando. Da quel momento è iniziata una battaglia di virate in cui la squadra italiana ha costantemente forzato gli avversari a inseguire, ampliando il vantaggio fino a oltre 200 metri sul primo lato di poppa e superando i 300 metri nell’ultimo tratto. Il risultato finale è stato una vittoria per diciassette secondi con un margine di circa 300 metri alla linea di arrivo.
Caratteristiche tecniche degli AC40 nelle prove di Napoli
Gli AC40 impiegati sono monoscafi volanti lunghi esattamente 11,8 metri e larghi 3,38 metri, costruiti interamente in fibra di carbonio. Ogni imbarcazione ospita quattro membri dell’equipaggio – due timonieri e due regolatori – che, insieme all’attrezzatura, devono pesare complessivamente 360 chilogrammi; la barca stessa, compresi albero e vele, deve rimanere tra 2 118 e 2 126 chilogrammi. Per rispettare questi limiti, i team utilizzano zavorre regolabili posti sui seggiolini.
Le ali dei foil e il loro ruolo
Un elemento cruciale è costituito dai due foil laterali, ciascuno del peso di 361 kg, ovvero il 34 % del peso totale dell’AC40. Questi grandi componenti in acciaio forniscono la portanza necessaria a mantenere la barca “in volo” sopra l’acqua, contrastando la spinta laterale del vento e stabilizzando l’albero. La stessa proporzione di peso dei foil si riscontra negli AC75, dove ogni foil supera la tonnellata.
Verso l’America’s Cup AC75 e la Louis Vuitton Cup
La stagione culminerà nell’estate quando a Napoli verranno immesse le imponenti AC75. Ogni squadra utilizzerà un unico scafo, ricavato da un progetto già presentato nelle edizioni o, per contenere i costi. Il percorso prevede una prima fase di flotta con tutti i sette contendenti più il difensore, seguita da duelli alla Louis Vuitton Cup (contro AlinghiGB1AustraliaARC Team USA e La Roche-Posay). Il vincitore della Louis Vuitton Cup affronterà nuovamente Team New Zealand in un match race che deciderà il detentore della coppa più antica al mondo.
Nuove opportunità per donne e giovani
Le regate preliminari hanno introdotto anche le barche Women & Youth assegnate ai primi tre team, fornendo così una piattaforma competitiva per talenti emergenti. Parallelamente, la Women’s America’s Cup e la Youth America’s Cup faranno ritorno a Napoli, proseguendo l’espansione della disciplina verso una maggiore inclusività.



