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28 Settembre 2026

Laver Cup vince l’Europa: Alcaraz tra gioia e prossima Davis

Alcaraz brilla a Londra, ma la vera sfida è decidere tra Laver Cup e Coppa Davis.

Laver Cup vince l'Europa: Alcaraz tra gioia e prossima Davis

Il torneo a squadre più atteso del calendario ATP è tornato a brillare a Londra, dove il Team Europe ha riconquistato il trofeo della Laver Cup. Guidati dal capitano Yannick Noah, gli europei hanno superato il Team World con un vantaggio stabile, grazie anche all’apporto decisivo del giovane spagnolo Carlos Alcaraz. Dopo un lungo periodo segnato da un infortunio al polso, Alcaraz ha trovato a London la possibilità di mettere alla prova la propria forma e di riacquistare la fiducia persa. Il ritorno del murciano è stato accolto con entusiasmo sia dal pubblico sia dai compagni, creando le premesse per un’edizione memorabile.

Alcaraz guida il Team Europe nella Laver Cup

Il primo giorno di gara ha visto Alcaraz protagonista del doppio, accoppiato con il ceco Jakub Mensik. La coppia ha impresso un risultato netto, chiudendo il match con il punteggio 6-3 4-6 13-11, dimostrando sintonia e una chimica quasi istintiva. Mensik ha sottolineato la “grande energia” di Alcaraz, aggiungendo che la loro intesa nasce dalla reciproca voglia di divertirsi in campo. Questo successo ha conferito al Europei i primi punti cruciali, lasciando il Team World a rincorrere la differenza. L’efficacia del loro gioco di rete e la capacità di gestire i momenti di pressione hanno segnato l’inizio di una campagna vincente.

Sul campo singolare, Alcaraz ha affrontato il statunitense Taylor Fritz chiudendo la sfida con il sorprendente 6-3 4-6 13-11. Il match è culminato nel cosiddetto “Laver Breaker”, dove il giovane spagnolo ha annullato due match-point, ribaltando la situazione a suo favore. Al termine dell’incontro, il campione ha confessato che la Laver Cup gli ha permesso di “recuperare la gioia di giocare”, sottolineando quanto sia importante per lui il supporto dei compagni in una competizione a squadre. Il suo entusiasmo è stato riassunto nella frase “Amo giocare”, dimostrando che, oltre ai risultati, la motivazione personale rimane al centro della sua performance.

Coppa Davis: la priorità di Alcaraz tra le due competizioni

Quando gli è stato chiesto quale evento preferirese, Alcaraz ha evitato una risposta categorica, evidenziando la complessità di inserire sia la Laver Cup sia la Coppa Davis in un calendario già saturo. “Ogni anno è diverso e non sappiamo cosa succederà”, ha detto, ammettendo che una eventuale decisione dipenderà dal carico di lavoro post-US Open. La sua dichiarazione mette in luce la tensione che i top player affrontano quando devono bilanciare gli impegni individuali con le aspirazioni nazionali, lasciando aperta la possibilità di dover scegliere in futuro.

Per lo spagnolo, la Coppa Davis rappresenta un traguardo di grande importanza. Quest’anno la Spagna partecipa con una formazione rafforzata da Rafael Jodar e dal veterano Marcel Granollers nel doppio, elementi che, secondo Alcaraz, danno reali possibilità di vittoria. L’evento si svolgerà a Bologna giovedì 26 novembre, dove la Nazionale spagnola affronterà l’Austria nei quarti di finale. In caso di successo, la semifinale dovrà confrontarsi con la vincente del match Gran Bretagna-Germania, decretando così un cammino verso il titolo ancora mancato dal giovane sette volte vincitore di Slam.

Prospettive future e riflessioni dei protagonisti

Alcaraz non è nuovo alle delusioni legate a infortuni. Durante le ATP Finals di Torino nel 2025, un edema al bicipite femorale destro lo costrinse a ritirarsi prima del quarto di finale, impedendogli di difendere il proprio posto nei Final 8. La Spagna, nonostante l’assenza del loro asso, è però arrivata in finale della Coppa Davis, dove è stata sconfitta 2-0 dall’Italia, che ha conquistato il suo terzo titolo consecutivo. Questa esperienza ha rafforzato la determinazione di Alcaraz a colmare il vuoto del trofeo nella sua bacheca, considerandolo “un grande obiettivo ancora da raggiungere”.

Durante la conferenza stampa finale, Alcaraz ha lanciato una riflessione sul cambiamento delle palline da tennis, ritenendo che la recente lentezza delle partite sia più legata al loro comportamento che alle superfici. “Le piste erano più veloci, ora percepiamo più lentezza, ma è una questione di palline”, ha spiegato. Il compagno tedesco Alexander Zverev ha aggiunto che il sostegno della squadra gli ha permesso di rialzarsi dopo una sconfitta contro Alex de Minaur. Inoltre, il neoeuropee Rafael Jodar ha descritto la Laver Cup come “una settimana speciale”, evidenziando il valore di giocare per una squadra. Il capitano Yannick Noah ha chiuso definendo l’avventura “umano-sportiva” e ha espresso gratitudine per l’opportunità di condividere quei momenti.

Con il trofeo della Laver Cup già al seguito, Alcaraz si guarda ora al prossimo capitolo: la Coppa Davis a Bologna. La combinazione di una squadra in forma, la motivazione rinvigorita e il desiderio di aggiungere un nuovo titolo al proprio curriculum rendono il percorso estremamente avvincente. Se riuscirà a conciliare gli impegni individuali con l’ambizione nazionale, il 2026 potrebbe segnare la prima conquista di un titolo di squadra nella sua brillante carriera. Il mondo del tennis osserva con attenzione, pronto a festeggiare un nuovo trionfo del prodigio spagnolo.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.