Nel contesto dell’ATP 500 di Tokyo l’italiano Matteo Arnaldi ha vissuto una delle sue partite più dure e significative della stagione. Dopo l’uscita prematura all’US Open, il 25enne è tornato in azione contro il giovane Rei Sakamoto classificato 137° al mondo, per il suo primo match nel torneo giapponese. Il match, disputato al coperto a causa delle piogge di Tokyo, si è svolto davanti a un pubblico caloroso e ha offerto uno spettacolo ricco di colpi di potenza, cambi di ritmo e una notevole prova di carattere.
Il primo set: il dominio iniziale di Sakamoto
Fin dal via, Sakamoto ha imposto il suo ritmo con un servizio incisivo e una presenza a rete quasi inarrestabile. Il giovane giapponese ha sfruttato la sua capacità di chiudere gli scambi in pochi colpi, registrando due ace e imponendo continui break al servitore italiano. Arnaldi, ancora in fase di aggiustamento, ha mostrato segni di insicurezza al servizio e risposte poco efficaci, subendo una batteria di errori che lo hanno portato a cedere il set per 2-6 in appena 27 minuti. La velocità di Sakamoto e la precisione dei suoi dritti hanno lasciato poco spazio al tennista ligure.
Il riscatto di Arnaldi nel secondo set
Nel secondo set, Arnaldi ha radicalmente modificato il proprio approccio. Ha aumentato la percentuale di prime palle e ha adottato schemi più ordinati, evitando l’impulsività che lo aveva penalizzato nel primo parziale. Il cambiamento tattico ha consentito al ligure di trovare il proprio ritmo, colpendo con dritti più penetranti e sfruttando i cross-court per aprire il campo. Dopo aver conquistato il primo break, ha tenuto il vantaggio e ha chiuso il set 6-4, dimostrando maggiore calma e una migliore capacità di lettura del gioco avversario.
Cambiamento tattico e utilizzo del contro-piede
L’uso più frequente del contro-piede è stato decisivo. Arnaldi ha messo in difficoltà Sakamoto costringendolo a cambiare direzione dopo la risposta, sfruttando la propria esperienza per imporre scambi più lunghi e più vari. I due rovesci finali del terzo set, uno dei quali è stato definito “di classe purissima”, hanno evidenziato la capacità del ligure di trasformare la difesa in attacco, un tratto distintivo del suo gioco di contrattacco.
Decisivo terzo set e prospettive future
Il terzo set è stato una vera battaglia di resistenza. Dopo un inizio di set favorevole a Sakamoto, Arnaldi ha annullato un break cruciale e si è imposto con un tennis più consistente, seppur meno spettacolare. La partita si è chiusa 6-4 grazie a due passage di rovescio impeccabili, uno dei quali ha sfiorato il match point prima di essere negato dal nipponico. Con questa vittoria, Arnaldi non solo supera un trial difficile, ma si posiziona come possibile avversario di Carlos Alcaraz nella prossima fase, se lo spagnolo riuscirà a superare Alex Michelsen. Il risultato rappresenta un mattoncino importante per un italiano che sta cercando di ricostruire fiducia dopo una stagione altalenante.
La partita, caratterizzata da un primo set dominato dall’avversario, un secondo set di risposta e un finale combattuto, segna una svolta nella stagione del 25enne ligure, offrendo una nuova opportunità di avanzare nei tornei di fine anno.



