Il presidente e CEO della Formula 1 Stefano Domenicali, ha rilasciato una dichiarazione chiara a Sky Sport: le ultime due tappe del campionato 2026 rimarranno Qatar e Abu Dhabi. La conferma arriva in un momento in cui la regione è segnata da un conflitto protratto tra Iran e Stati Uniti che ha costretto gli organizzatori a monitorare costantemente la situazione geopolitica.
Conferma ufficiale del calendario 2026
Domenicali ha espresso la sua fiducia nella strategia adottata, precisando che il calendario è stato verificato “con le informazioni e le rassicurazioni che abbiamo”. Gli ultimi due Gran Premi previsti per Lusail e Yas Marina sono Ha inoltre sottolineato che Imola resta una riserva operativa, pronta a subentrare se le condizioni dovessero peggiorare.
L’impatto del conflitto Iran-USA sulla programmazione
La guerra in corso tra Tehran e Washington, che dura da mesi, ha influito sulla logistica di molti eventi sportivi internazionali. Per la F1, la preoccupazione più grande era legata alla sicurezza dei team, dei piloti e dei tifosi. Domenicali ha spiegato che le autorità locali di Qatar e Emirati hanno fornito garanzie sufficienti, permettendo così di mantenere intatte le date originarie. La flessibilità mostrata dagli organizzatori è stata definita “un livello di reattività che nessun altro sport saprebbe gestire”, evidenziando la capacità della Formula 1 di adattarsi a scenari complessi.
Il Gran Premio di Bahrain trasmesso dalla Malesia
Un evento peculiare ha avuto luogo in Malesia dove gli spettatori hanno vissuto il Gran Premio del Bahrain come se fossero nel deserto mediorientale. La collaborazione fra le autorità malesi e il Crown Prince del Bahrain ha reso possibile la ricostruzione di atmosfere, tribune e pit lane quasi identiche a quelle originali. Oltre 1.000 membri del team Bahrain hanno lavorato sul posto, garantendo che l’esperienza fosse autentica e coinvolgente. Il risultato è stato evidente: le fasce d’ingresso erano più numerose rispetto alla gara del 2017, segnale di una passione ancora viva nonostante l’assenza di una tappa in Malesia da anni.
Flessibilità operativa e la realtà in Ferrari
Durante l’intervista, Domenicali ha anche toccato il tema della Ferrari ricordando le parole di Benedetto Vigna e le sfide affrontate da Frédéric Vasseur. Il rumore tipico di una scuderia di alto livello è stato descritto come “parte integrante dell’ecosistema”. Secondo Domenicali, la capacità di gestire pressioni esterne è cruciale: “se non sei forte con te stesso, è inutile fare questo mestiere”. Ha enfatizzato l’importanza di mantenere il focus sul risultato sportivo, lasciando i piloti e la squadra operare liberamente per puntare a un risultato significativo non solo per la Ferrari ma per l’intera Formula 1.
Infine, ha accettato con modestia il Global Citizen Award ricevuto a New York, ribadendo che il suo ruolo rappresenta “un mondo che non è più solo sport, ma che ha un impatto sociale rilevante”.



