Il 5 ottobre Martin Klima, cofondatore di Warhorse Studios ha parlato in una lunga intervista con PC Gamer. Ha voluto spiegare perché lo studio ceco ha deciso di lanciare Kingdom Come: Deliverance e, più in là, quale ruolo attribuisce al prossimo GTA 6 nell’intera industria videoludica. Il filo conduttore delle sue dichiarazioni è la frustrazione verso le formule narrative ormai scontate e la necessità di garantire la sopravvivenza economica degli sviluppatori.
La critica ai cliché dei Giochi di Ruolo tradizionali
Klima si descrive come un appassionato giocatore di GDR ma ammette di aver provato “una profonda noia” nei confronti di trame che ruotano attorno a un eroe predestinato a salvare il mondo. “Gioco molti GDR, è un genere che mi piace molto. Ero, e lo sono ancora, annoiato e stanco di tutti quei GDR in cui sei il prescelto e hai il grande compito di salvare l’universo”, ha dichiarato. Per lui, tale schema rappresenta una fantasia di potere lineare che si ripete senza innovazione, rendendo molti titoli quasi indistinguibili.
Un progetto che rompe gli schemi
La risposta di Warhorse Studios è stata Kingdom Come: Deliverance un RPG ambientato nel medioevo reale, privo di magia, draghi o profezie. Il protagonista non ha alcun destino predefinito: deve guadagnarsi le abilità attraverso esperienza concreta, e la narrazione si basa su eventi storici verificabili. Klima ha ribadito che il loro intento non è demonizzare le fantasie di potere ma evitare la loro continua ripetitività. Il risultato ha portato lo studio a consolidare un’identità distintiva, prolungata poi con Kingdom Come: Deliverance 2 che continua a rifiutare i luoghi comuni dei GDR tradizionali.
L’attesa su GTA 6 come possibile volano per nuovi prezzi
Nel medesimo colloquio, il cofondatore, citato anche come Martin Klíma, ha espresso un punto di vista sorprendente sul futuro economico del settore. Pur confessando di non essere un fan della serie Grand Theft Auto e di non avere intenzione di giocare al nuovo capitolo previsto per il 19 novembre, Klíma spera che GTA 6 diventi un “catalizzatore” per un aumento sostenuto dei prezzi dei videogiochi. In Europa il titolo sarà venduto a 80 euro, mentre negli Stati Uniti il prezzo sarà di 80 dollari, superando di 10 dollari la media di mercato.
Perché alzare i prezzi è considerato indispensabile
Secondo Klíma, i costi di sviluppo dei titoli moderni stanno crescendo rapidamente a causa della maggiore potenza di calcolo richiesta e della spinta verso esperienze più complesse. Le fonti di ricavo tradizionali – espansione del pubblico e margini dei marketplace digitali – hanno raggiunto il loro limite. “L’ultima cosa che puoi fare è aumentare il prezzo”, ha affermato, “ma tutti ne hanno il terrore. Ora, si spera, GTA aprirà la strada e ci permetterà di aumentare i costi”. Per lui, solo Rockstar Games e il suo proprietario Take-Two hanno il peso commerciale necessario per sperimentare un prezzo più alto, un passo ritenuto “in ritardo da anni e necessario affinché questo business possa sopravvivere”.
Un’analisi di maggio di Omar Dessouky, analista di Bank of America, ha già evidenziato che un prezzo più elevato per GTA 6 potrebbe fissare un nuovo riferimento di mercato, spingendo l’intera industria a rivalutare i propri modelli di pricing. Con l’Ultimate Edition proposta a 100 dollari, il gioco ha il potenziale per diventare il primo grande precedente di questo tipo. Klima, pur non trovando “affascinante” la formula di GTA riconosce la capacità tecnica dei titoli Rockstar, definendoli “meraviglie tecnologiche” e desidera ardentemente che il nuovo episodio soddisfi le alte aspettative del pubblico.



