Sabato sera il Gran Premio del Bahrain, spostato per ragioni logistiche al celebre circuito di Sepang in Malesia, doveva partire alle ore 9:00 (orario italiano). Una pioggia torrenziale ha impedito l’avvio programmato e la gara è rimandata alle 10:30, ma la vera sorpresa è arrivata poco prima dei giri di formazione.
Le monoposto sono uscite dietro la safety car alle 9:40 per due giri di verifica. In quel lasso di tempo il wet weather mode è stato attivato, limitando la potenza elettrica a 250 kW anziché 350 kW. La situazione è peggiorata quando, durante la curva 9, l’MGU-K si è spento improvvisamente, provocando una perdita di spinta elettrica proprio quando il motore termico operava a regime molto basso a causa del traffico della safety car.
Le cause tecniche del malfunzionamento
Secondo le spiegazioni fornite dalla FIA, la difficoltà è nata da una combinazione senza precedenti di fattori: bassi regimi del motore, scarsa aderenza della pista bagnata, e le logiche di gestione dell’energia per settore. In condizioni di wet weather il software riduce l’erogazione dell’MGU-K a 250 kW e, nella zona della curva 9, applica ulteriori tagli per preservare la batteria. Quando la velocità scende a livelli estremi, il turbo perde pressione, il motore termico fornisce poca spinta e il software interpreta la situazione come una possibile anomalia, attivando la procedura di continuous offset per 60 secondi, che spegne forzatamente l’assistenza elettrica.
Questa logica di protezione è stata concepita per impedire che i team disattivassero volontariamente l’MGU-K per guadagnare vantaggi energetici, ma a Sepang ha inviato il segnale opposto: le autopiste hanno continuato a premere l’acceleratore senza ricevere risposta, costringendo diversi piloti a procedere a passo d’uomo o addirittura a fermarsi.
Reazioni dei protagonisti e impatto sulla gara
Il campione della Ferrari, Lewis Hamilton ha commentato che l’acceleratore sembrava “una gara di Lego”, riferendosi al lag tra pedalata e spinta. Max Verstappen vincitore finale, ha osservato lo stesso fenomeno, mentre Lando Norris ha definito il bug “orribile” e ha accusato la Formula 1 di essere troppo dipendente dall’elettronica. Carlos Sainz ha denunciato il regolamento del 2026, ritenendolo “sviluppato in modo errato”.
Le squadre hanno avuto a disposizione solo 45 minuti di pausa per installare un aggiornamento software che ha rimosso i vincoli di potenza nei settori critici. Dopo la correzione, la gara è ripresa, con Verstappen che ha conquistato il traguardo. L’incidente, però, ha riacceso il dibattito sulla direzione tecnica della Formula 1, spingendo la FIA a pianificare per il 2027 un ritorno a unità più orientate al motore termico.
Le prospettive per il futuro
Il caso Sepang dimostra come l’interazione tra hardware ibrido e software di gestione dell’energia possa creare scenari inattesi quando le condizioni di pista si discostano dal consueto. La FIA ha ammesso che i test sul bagnato erano limitati e che la particolare combinazione di fattori non era stata simulata. Per evitare ricorrenze simili, i prossimi regolamenti prevedono un bilanciamento più marcato a favore dei motori termici e un monitoraggio più approfondito dei codici di gestione della potenza.



