Il prossimo sabato 10 ottobre l’orizzonte di Michele Sarzilla, trentottenne di Seriate, si tinge di turchese e lava nera: la sua meta è il leggendario Ironman World Championship a Kona, nelle Hawaii. Dopo una lunga traversata aerea – più di venti ore di volo da Milano – l’atleta si prepara a sudare 3,8 km di nuoto, 180 km di ciclismo e una maratona completa, la distanza più temuta nel mondo del triatlo. Per chi vive fuori da questo sport la gara è considerata la “madre di tutte le sfide”, ma per i professionisti è il punto di arrivo di una carriera.
Il percorso verso la qualificazione: da Cozumel al sogno di Kona
Nel novembre precedente, nella calda cornice di Cozumel, Messico, Sarzilla ha registrato il tempo necessario per accedere al mondiale. Quella prova, parte del calendario di qualificazione internazionale, ha rappresentato il “biglietto d’ingresso” verso il suo più grande desiderio. L’atleta ricorda quel giorno come uno dei momenti più emozionanti della sua vita, perché gli ha permesso di organizzare la preparazione in modo sereno, senza l’ombra di impegni olimpici rimasti in sospeso. L’esperienza di Cozumel ha inoltre confermato la sua capacità di gestire le lunghe delle distanze, elemento cruciale per affrontare le tre prove consecutive di Kona.
Le condizioni estreme di Kona: clima, umidità e vento
Kona è famosa per un microclima imprevedibile: temperature che oscillano fra 25 e 30 °C, umidità che può avvicinarsi al 90 % e raffiche di vento capricciose che spuntano senza preavviso. “È un’isola in mezzo all’oceano, senti la natura inevitabilmente contro di te”, dice Sarzilla. Il nuoto si svolge in acque torbide, spesso agitate da correnti offshore, mentre il tratto in bicicletta attraversa dune di cenere vulcanica, un panorama che mette alla prova la resistenza mentale più che quella fisica. Il maratona finale, percorsa su un terreno sabbioso, può trasformarsi in una marcia infinita se il vento soffia contro. Sono questi fattori che rendono Kona più di una gara: è una battaglia contro gli elementi.
Obiettivi di Sarzilla e la sua esperienza pre-olimpica
Il triatleta non è un novizio su scala internazionale: ha conquistato il sesto posto agli Europei di nuoto-ciclismo-corsa nell’estate 2025 e ha collezionato numerosi titoli nazionali nella distanza olimpica. Tuttavia, non è riuscito a difendere il posto per i Giochi di Parigi 2024, una delusione che ha trasformato la sua motivazione. “Da quel momento ho deciso di puntare tutto sul lungo termine”, racconta. Il suo obiettivo per Kona è chiaro: finire dentro la top ten. “Se riuscirò a posizionarmi fra i primi dieci, considererò la gara già vinta”, ammette, sottolineando che anche una classifica più bassa rappresenterebbe un grande trionfo personale.
Il supporto del team DDS e degli allenatori
Dietro l’atleta c’è la squadra DDS di Settimo Milanese, che lo accompagna da anni, e due figure chiave: gli allenatori Simone Diamantini e Fabio Vedana. La loro filosofia si basa su un approccio personalizzato, con allenamenti in piscina, sessioni di pedalata su percorsi collinari e lavori di resistenza su terreni sabbiosi per simulare le condizioni di Kona. “Abbiamo pianificato un programma di tre mesi in loco, così Michele potrà familiarizzare con l’umidità e il vento”, spiega Vedana. L’impegno del team si riflette nella preparazione mentale, con sessioni di visualizzazione e strategie di pacing, elementi essenziali per un atleta che vuole competere contro i migliori al mondo.
Il significato di partecipare al mondiale per la carriera di un triatleta
Per un professionista, il World Championship rappresenta più di una medaglia: è la piattaforma che può definire la fine della carriera o l’inizio di una nuova era. Una buona performance a Kona apre porte verso sponsorizzazioni, contratti di squadra e inviti a eventi di alto livello. Sarzilla è consapevole di questo peso, ma anche della possibilità di scrivere una pagina indelebile nella storia del triathlon italiano. “Sono felice di aver trasformato una passione di gioventù in una professione, e ora ho la chance di dimostrare al mondo di che pasta è fatto”, afferma con determinazione, pronto a lottare contro le onde, le dune e i chilometri di corsa che lo attendono.



