Le recenti anticipazioni fornite da Enrico Giancarli e Luca Franchini hanno tratto una linea più chiara sul futuro Giro d’Italia 2027. Dopo la conferma della partenza da Trieste, le nuove indicazioni si concentrano su un segmento centrale ricco di cronoscalate e su una finale che promette emozioni alle alte quote lombarde.
Il percorso sembra impostare una struttura lineare: dagli Stati del Nord, il giro scende verso la costa adriatica, attraversa l’Abruzzo, tocca Napoli e poi risale lungo le regioni tirreniche fino a concludersi con una doppia sfida al Mortirolo. Le informazioni rimangono provvisorie, ma i tasselli più consistenti sono già stati posizionati.
Tappe abruzzesi: dalla Val Vibrata a Lanciano e la prima cronoscalata
Il territorio abruzzese ospiterà tre frazioni, costringendo gli organizzatori a dedicare una sequenza di tappe interamente regionali. La 5ª o 6ª tappa partirà da una località ancora da definire nella Val Vibrata e arriverà a Lanciano dove il traguardo sarà inevitabilmente in quota, rendendo la tappa adatta a velocisti resistenti o a corridori di media montagna. Il giorno successivo è prevista una cronometro prevalentemente in salita: la proposta principale collega Sulmona a Campo di Giove con pendenze moderanti che non favoriscono eccessivamente i puristi scalatori, ma mantengono viva la sfida per tutti.
Qualora il tracciato Sulmona-Campo di Giove venisse scartato, le alternative più probabili includono un percorso Roccaraso-Passo Lanciano, che trasformerebbe la cronometro in una vera cronoscalata con gradienti più severi.
Da Trasacco a Napoli e la traversata verso il Centro-Italia
Dopo la cronometro, la corsa riprenderà da Trasacco con una lunga discesa che culminerà a Napoli. La lunghezza della tratta riduce le possibilità di deviazioni, rendendo il profilo simile a quello della frazione Avezzano-Napoli del 2024. In seguito, la tappa successiva dovrebbe attraversare le Marche, con un possibile arrivo a Sarnano (o al vicino Sassotetto), prima di puntare verso il Lazio. Una partenza da Sessa Aurunca – già proposta per una tappa – e un arrivo a Monte Livata (visto il passo durante il Giro Next Gen) completerebbero la sezione centrale, offrendo un ponte tecnico tra la costa adriatica e le Alpi occidentali.
Lombardia: la doppia scalata al Mortirolo e la tappa finale
L’ultima settimana del tour sarà segnata da una delle più iconiche sfide: il collegamento Sondrio-Aprica con due salite al Mortirolo una per ciascun versante. La proposta include l’attivazione della recta Contador già preparata ma poi abbandonata nel 2025, e un possibile inserimento del Santa Cristina prima di Edolo, per consentire una salita dal versante valtellinese tradizionale.
Secondo le ultime indiscrezioni, la tappa coprirà 4600 metri di dislivello su 130 km garantendo un profilo spettacolare e una prova decisiva per i corridori di montagna.
Montagne sopra i 2000 m: il dilemma del Gavia e altre ipotesi
Nonostante l’entità della prova finale, al momento nessuna frazione confermata supera i 2000 metri di altitudine. L’eventuale inserimento del Passo San Marco (1985 m, già presente nella mappa del 2007) sarebbe il punto più alto. L’assenza della classica Cima Coppi sul Gavia è dovuta alla difficoltà di conjugare due ascensioni al Mortirolo nella stessa tappa; alternative plausibili includono una tappa dolomitica vicino allo Zoncolan un passaggio sul Grossglockner o una frazione piemontese nella seconda settimana.
Resta da vedere come gli organizzatori concilieranno le richieste logistiche della regione con le aspettative degli appassionati, ma le basi per una edizione memorabile sono ormai chiare.



