Il cannoniere che ha vestito la maglia del Cagliari per quasi un decennio ha appena pubblicato una lunga missiva in cui dichiara la decisione di interrompere la carriera da calciatore. La dichiarazione, condivisa su una piattaforma dedicata allo sport, è accompagnata da un sentimento di serenità: “Oggi sono sereno. Ho deciso di dire addio al calcio, anche se una piccola porta la lascio ancora aperta”. Il messaggio fornisce al contempo una panoramica del suo cammino, dalle strade di Livorno fino alla promozione in Serie A contro il Bari.
Da Livorno alla Serie A: il percorso fuori dai sentieri battuti
Il giovane Leonardo Pavoletti ha iniziato il suo rapporto con il pallone nei cortili della sua città natale, tra partite improvvisate e qualche tiro al racket. Il padre, insegnante, è stato la prima guida sportiva, ma la strada per il professionismo non è stata immediata. A 16 anni si trovava nella Serie D con l’Armando Picchi, dove il divario tra il suo sviluppo e quello dei compagni gli faceva dubitare del futuro. Dopo esperienze brevi con Viareggio, Pavia, Juve Stabia e Casale, la svolta arriva al Lanciano, dove segna 16 reti in una stagione, riscoprendo la fiducia nel proprio talento.
Lancio nella Serie B: il salto a Sassolo e poi al Genoa
Il successo al Lanciano richiama l’attenzione di club più importanti. Il trasferimento al Sassolo in Serie B segna il passaggio verso l’alto livello; in pochi incontri la sua efficienza davanti alla porta è evidente, anche se una breve parentesi in prestito limita la continuità. L’opportunità più significativa arriva a Genoa dove Gian Piero Gasperini lo inserisce in un progetto ambizioso. Nonostante un inizio difficile, con analisi tattiche rigide, Pavoletti conquista il ruolo di titolare, i tifosi di Marassi lo acclamano e nasce il soprannome “Pavoloso”.
Il Cagliari: nove stagioni di legame, gol decisivi e momenti difficili
Nel 2017 l’attaccante arriva a Cagliari dove inizia una delle fasi più ricche della sua vita professionale. I primi mesi sono caratterizzati da un inserimento graduale, la squadra combatte per la salvezza e la promessa di tornare in Serie A rimane sospesa. Poi arrivano i giorni di gloria: reti importanti, la convocazione alla Nazionale e la nascita del primo figlio, segnalano una consolida crescita personale e sportiva. Tuttavia, due gravi infortuni al legamento crociato e una retrocessione sorprendono il club e il pubblico.
Il gol che ha riportato il Cagliari in Serie A
Il ricordo più indelebile, però, è la finale dei playoff contro il Bari l’11 giugno 2023. Pavoletti, ancora una volta relegato in panchina, entra al minuto 89. Dopo cinque minuti di tensione, riceve un cross dalla destra, supera la difesa e sfonda la rete: 0-1, la Serie A è conquistata. Nella sua lettera l’autore sottolinea che “ogni minuto può essere importante” e che quell’azione è stata “tutto riassunto in cinque minuti”. Il gesto resta impresso nella memoria di ogni cagliaritano.
Una nuova pagina: addio al campo e occhi al futuro
Con il contratto scaduto a fine giugno e il ritiro ufficiale annunciato, Pavoletti inizia un percorso formativo per diventare direttore sportivo a Coverciano. Il vecchio e il mare libro di Ernest Hemingway che gli era stato regalato durante il periodo al Lanciano, diventa il fil rouge della riflessione sul tempo, la pazienza e la capacità di riconoscere i risultati ottenuti. Accanto a lui, la moglie e i tre figli costituiscono “la squadra per la vita”, mentre il mare sardo rappresenta il nuovo orizzonte.
Pur dichiarando di aver chiuso il capitolo da giocatore, Pavoletti non esclude una eventuale riconsiderazione: “lasciare una porta aperta, non si sa mai”. L’atteggiamento sereno, la consapevolezza di aver trovato “casa” a Cagliari e la volontà di restare coinvolto nel mondo del calcio, anche da altri ruoli, caratterizzano il messaggio di un atleta che ha saputo trasformare le proprie difficoltà in opportunità.



