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16 Ottobre 2026

Dalla prima Coppa del Mondo al secondo stipendio segreto di Infantino

Scopri l’eredità di Jules Rimet e le recenti accuse di segreti pagamenti a Gianni Infantino nella storia della FIFA.

Dalla prima Coppa del Mondo al secondo stipendio segreto di Infantino

Nel cuore della prima metà del Novecento, un uomo visionario di nome Jules Rimet trasformò un sogno di pace in una competizione globale: la Coppa del Mondo di calcio. Decenni più tardi, la stessa organizzazione, la FIFA è tornata al centro dell’attenzione per motivi ben diversi, con un presidente accusato di aver percepito un secondo stipendio nascosto attraverso la società americana che gestisce i Mondiali 2026.

Il racconto di queste due epoche, pur appartenendo a contesti molto diversi, mette a fuoco la continuità di un tema: il potere di chi dirige il calcio mondiale e le sfide che ne derivano, tra innovazione, politicizzazione e richieste di trasparenza.

Jules Rimet e la genesi della Coppa del Mondo

Il 21 giugno 1930, Jules Rimet allora presidente della FIFA, partì da Villefranche-sur-Mer a bordo di una lussuosa nave, accompagnato dalla nazionale francese, per assistere all’inaugurale torneo di Montevideo. Nella sua valigia non mancava la coppa a forma di Vittoria alata simbolo che avrebbe premiato i primi campioni del mondo. L’idea di Rimet nasceva dalla volontà di creare un torneo aperto anche ai professionisti distinto dagli Olimpiadi, che erano destinati a restare dilettantistici secondo la visione di Pierre de Coubertin.

Il viaggio verso Montevideo

Il viaggio notturno in vagone letto da Parigi fino al porto francese fu solo la prima tappa di un progetto più ampio: trasformare la FIFA da entità dipendente dal Comitato Olimpico a organizzazione autonoma, capace di raccogliere tasse annuali dalle federazioni nazionali e una percentuale sugli incassi delle partite internazionali. Questo modello finanziario ha permesso alla FIFA di crescere rapidamente negli anni Venti, facendo di Rimet il pioniere di una gestione moderna e professionale del calcio.

Il potere della FIFA e le controversie contemporanee

Da allora, la FIFA è diventata un impero sportivo con enormi risorse economiche. Tuttavia, la concentrazione di potere è sempre stata accompagnata da critiche riguardo alla trasparenza. Dal 2016, Gianni Infantino è alla guida dell’organismo, ma la sua amministrazione è stata scossa da una ricerca giornalistica che ha rivelato un secondo stipendio non dichiarato per l’anno 2024.

Stipendio nascosto attraverso la FWC2026 US Inc.

L’indagine ha evidenziato che Infantino avrebbe incassato 1,58 milioni di euro dalla filiale americana FWC2026 US Inc., creata per organizzare i Mondiali 2026. Sommandolo al compenso ufficiale di circa 4,57 milioni di euro, la cifra totale supera i 6 milioni, cifra non inserita nel bilancio pubblico della FIFA. La stessa fonte ha riferito che somme analoghe sarebbero state percepite anche negli anni 2025 e 2026, destinandole, tra l’altro, al pagamento dell’affitto di una villa nelle Sunset Islands di Miami Beach.

Queste rivelazioni hanno riacceso il dibattito sulla necessità di una maggiore trasparenza nella governance della FIFA, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali programmate per il 2027, che potrebbero segnare la fine dell’era Infantino.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.