Alle 13:02 di domenica 1 novembre la Route du Rhum è partita da Saint-Malo sotto un cielo di sole e un mare placido. Una linea di partenza lunga più di un chilometro ha messo al via 115 barche divise in quattro settori, corrispondenti alle classi Ultim, IMOCA 60, Ocean Fifty e Class40. Il vento proveniva dal nord-est con una velocità di circa 8 nodi, condizioni ideali per dare slancio alle imbarcazioni ad ala e a foils.
Condizioni meteo e primi chilometri di rotta
Una volta in rotta aperta, le imbarcazioni Ultim hanno iniziato a sfruttare i loro foils, superando i 25 nodi e, nella serata di domenica, hanno toccato i 30 nodi. La rotta obbligatoria ha portato la flotta a passare per Cap Fréhel, a cui seguirà una rotta libera verso ovest, destinata a diventare la prima notte in mare della regata. Nelle ore successive il rischio di venti più intensi è stato mitigato da un’alta pressione che ha mantenuto la Bretagna sotto un vento di circa 10 nodi proveniente da est.
Prime classifiche nelle diverse classi
Alle 23:00 CET i Ultim erano guidati da Tom Laperche a bordo di SVR Lazartigue, con un vantaggio di 16 miglia su Armel Le Cléac’h (Banque Populaire). Nella classe IMOCA 60 il britannico Sam Goodchild (Macif) avevo inizialmente il comando, ma poco prima di mezzanotte Ambrogio Beccaria su Alla Grande Mapei è riuscito a sorpassarlo, prendendo il timone di prima. Francesca Clapcich, a bordo della 11th Hour Racing, si trovava in ottava posizione, a 19,7 miglia dal leader. Nella Class40 la prima posizione è stata occupata da Guillaume Pirouelle (Ouessant), mentre il miglior italiano in questa classe è stato Andrea Fornaro (Influence 2) al settimo posto, a 7,2 miglia dal leader, seguito da Luca Rosetti (Maccaferri Futura) e Matteo Sericano (Lucente).
L’onda italiana: record e dichiarazioni
Quest’anno la Route du Rhum registra un primato storico per l’Italia: sei skipper azzurri sono al via, due nella classe IMOCA – Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich – e quattro nella Class40 – Luca Rosetti, Andrea Fornaro, Matteo Sericano e Marco Guerra. Beccaria ha sottolineato come “quando ho iniziato eravamo pochissimi; oggi grandi aziende investono e la vela oceanica italiana può raccontarsi sempre più”. Clapcich ha evidenziato il ruolo cruciale del sostegno di sponsor e organizzazioni, definendo la partecipazione un “segno della crescita straordinaria dei velisti italiani”.
Prospettive di gara e stime di arrivo
Le previsioni indicano che gli Ultim potrebbero completare le 3.542 miglia in meno di sette giorni, gli IMOCA in circa dieci, mentre le Class40 dovrebbero arrivare intorno al 14 novembre. La velocità sarà fondamentale, ma la capacità di interpretare l’evoluzione dei sistemi meteo sarà il vero discriminante per tutti gli skipper, italiani inclusi. Con una rotta che attraversa le Azzorre e poi la zona tropicale dell’Atlantico, la sfida promette scenari mutevoli, ma la determinazione della vela italiana sembra pronta a scrivere un nuovo capitolo nella storia della Route du Rhum.



