La spedizione italiana a Birmingham si è chiusa con un doppio crescendo: prima il colpo tecnico di Larissa Iapichino nel salto in lungo e poi il capolavoro collettivo della 4×400 maschile formata da Edoardo ScottiLuca SitoMohamed Soudassi e Lorenzo Benati. Questi risultati hanno consegnato all’Italia il primo posto nel medagliere continentale, certificando una settimana di prestazioni di alto profilo in ogni settore della pista e dei campi.
Il bilancio numerico è netto: dieci ori, sei argenti e sei bronzi, per un totale di ventidue medaglie. Oltre ai successi in pedana e in staffetta, la squadra ha raccolto podi nella maratona e in discipline tecniche, confermando una profondità che ha permesso all’Italia di competere fino all’ultimo metro con la Gran Bretagna padrona di casa.
Larissa Iapichino: un primo balzo che vale l’oro
La finale del salto in lungo femminile è stata una prova di nervi e precisione. Larissa Iapichino ha aperto la gara con un 7 metri netti al primo tentativo, un salto non lontano dal suo limite ma sufficiente per mettere pressione alle avversarie in condizioni complicate dal vento a favore e da numerosi salti nulli. La britannica Jazmin Sawyers ha risposto con 6,99 e la francese Hilary Kpatcha con 6,98: una differenza di centimetri che ha deciso il podio. Con questa misura Iapichino conquista il suo primo titolo europeo all’aperto, dopo il successo indoor già nel suo palmarès.
Il contesto della gara
La gara si è svolta in una serata fredda di Birmingham, con atlete costrette a proteggersi tra un tentativo e l’altro. Nonostante le condizioni meteo e la pressione della favorita di casa, la prestazione della fiorentina è rimasta solida: il valore del primo salto è stato determinante e la vittoria ha un significato simbolico, oltre che tecnico, per l’Italia nelle prove di salto.
La 4×400 maschile: un arrivo in volata e un primato storico
La finale della 4×400 maschile è stata definita la gara delle gare per intensità emotiva. L’Italia ha saputo reggere la partenza britannica e, soprattutto nella seconda e terza frazione, ha costruito il vantaggio decisivo. Luca Sito ha consegnato il testimone a Mohamed Soudassi ventenne e già protagonista con una frazione che ha ampliato il margine sugli avversari. L’ultimo chilometro di gara è stato scandito dalla resistenza di Lorenzo Benati capace di chiudere davanti al britannico Charlie Dobson.
Il tempo cronometrato dall’equipaggio azzurro è stato di 2’59″16 vittoria per soli tre centesimi: un traguardo che ha regalato all’Italia non solo l’oro di giornata ma il sorpasso nel medagliere. La staffetta ha rappresentato la sintesi di una squadra che ha saputo unire quota tecnica, freschezza generazionale e determinazione tattica.
Giovani e organizzazione
La presenza di atleti legati a corpi come i Carabinieri le Fiamme Gialle la Enterprise Sport & Service e le Fiamme Azzurre testimonia un’organizzazione che sostiene i talenti dal livello giovanile fino all’elite. In particolare, la prova di Soudassi, ancora ventenne, segnala una leva emergente pronta a sostenere il gruppo nei prossimi anni.
Altri podi e lo sguardo verso Los Angeles
La rassegna ha regalato all’Italia anche altre medaglie decisive: l’argento nella maratona maschile di Pietro Riva e l’argento a squadre femminile nella maratona, calcolato sommando i tempi delle tre migliori azzurre Rebecca LonedoSofiia Yaremchuk e Giovanna Epis. La 4×400 femminile ha conquistato il bronzo con Alessandra BonoraAnna PolinariAlice Mangione ed Eloisa Coiro che ha coronato con una frazione solida una settimana già importante per il mezzofondo italiano.
Il direttore tecnico Antonio La Torre ha commentato la spedizione definendola «l’Italia più forte di sempre» e sostenendo che «questa spedizione è meglio di quella di Roma». Dal punto di vista programmatico, il gruppo guarda ora avanti: l’obiettivo a lungo termine indicato è la preparazione in vista di Los Angeles 2028 con l’intento di trasferire lo slancio generato da Birmingham nel biennio che porta ai Giochi.
Il risultato complessivo racconta una nazionale solida in tutte le specialità: dai salti alle gare di fondo, dalle staffette ai lanci. La combinazione di esperienze affermate e giovani emergenti crea una base su cui costruire le prossime sfide internazionali.



