La 120ª edizione de Il Lombardia nota anche come la “classica delle foglie morte”, si è svolta su un percorso di 239 km con partenza da Bergamo e arrivo a Como. La gara, celebrata per la sua difficoltà e per le salite legate al panorama lombardo, ha inserito nella storia un nuovo nome: Paul Seixas, 20 anni e due settimane, è diventato il corridore più giovane a sollevare il trofeo.
Paul Seixas conquista il record di giovinezza
Il francese della Decathlon CMA CGM Team ha chiuso la prova in 5h49’28” con una velocità media di 41,033 km/h allontanandosi di 48 secondi da Enric Mas del Movistar Team e di 1’05” da Giulio Ciccone della Lidl-Trek. Il giorno è stato definito da Seisas come un sogno reale ha spiegato che la squadra ha spinto oltre ogni limite e che, percependo un ritmo troppo lento in salita, ha aumentato la cadenza prima del Civiglio, portando poi il suo attacco su tutta la durata fino al traguardo di Como.
Le parole dei protagonisti dopo la gara
Paul Seixas
“È stata una vittoria pazzesca. Tutto è andato alla perfezione, i compagni di squadra hanno lasciato il cuore in sella e io avevo le gambe giuste per ricompensarli. Quando ho capito che il gruppo dei migliori non spingeva abbastanza, ho attaccato e ho mantenuto il ritmo come se fosse un cronometro fino al traguardo”, ha dichiarato il giovane, aggiungendo che la sensazione di realizzare un sogno era ancora in fase di assimilazione.
Giulio Ciccone
Il terzo classificato ha confessato di non aver vissuto una giornata al 100%. “Non era una grande sensazione, ma lottare in una condizione non ottimale rende il risultato ancora più prezioso. Ho cercato di stare al fianco di Seisas, ma la sua accelerazione è stata decisiva”, ha osservato, sottolineando che la sua costanza dagli ultimi Giro d’Italia lo ha mantenuto competitivo.
Tom Pidcock (sesto)
Pidcock ha ammesso di aver esaurito le forze nella penultima salita: “Sono partito in cattiva posizione, ho lottato per tornare indietro e ho pagato il prezzo dietro la ruota di Paul. Non è stata la mia corsa migliore, ma riconosco la sua velocità”.
Pello Bilbao (settimo)
Bilbao ha definito il traguardo come “un finale incredibile per la sua carriera”. Ha raccontato la sorpresa di vedere la famiglia in autobus prima della gara e ha dichiarato di aver gestito le emozioni al massimo, finché non ha sentito l’ultimo sforzo sulla discesa.
Davide Piganzoli (sedicesimo)
Il commentatore di Cicloweb ha elogiato il lavoro di squadra: “Abbiamo attaccato sul Ghisallo con Matteo, la gara è andata secondo i piani, anche se alla fine mancavano un po’ le gambe, è stata comunque una stagione magnifica”.
Tattica della gara e punti di svolta
Una fuga iniziale di 14 corridori – tra cui Michael Leonard, Ben O’Connor e Maxime Decomble – è partita dal Selvino, ma si è rapidamente ridotta a un gruppo di testa guidato da Seisas, Mas, Ciccone, Evenepoel e altri. La prima grande provocazione è avvenuta sul Civiglio dove Seisas ha imposto un ritmo alto, facendo scattare la frammentazione dei leader. Successivamente, il San Fermo della Battaglia è stato il teatro della lotta finale: Mas ha tentato di inseguire, ma la distanza conquistata da Seisas era già di 30-40 secondi.
Il Ghisallo ha rappresentato l’ultimo banco di prova. Qui la UAE Team Emirates-XRG ha lanciato una serie di attacchi, con Matteo Jorgenson, Quinn Simmons e Brandon McNulty. Nonostante i guadagni temporanei, la forza del francese ha resistito, allontanandosi ulteriormente e chiudendo la gara in solitaria. L’intera dinamica ha mostrato come, oltre alla potenza fisica, la capacità di leggere il ritmo del gruppo e di scegliere il momento giusto per l’attacco sia determinante in una monumentale classica di primavera.



