La sconfitta in Gara 3 dei playoff di Serie A2 ha segnato la chiusura dell’esperienza di Attilio Caja sulla panchina della Fortitudo Bologna. In conferenza stampa il tecnico ha annunciato il suo addio, ripercorrendo con emozione le tappe principali delle ultime tre stagioni e sottolineando il valore della tifoseria e del club. Il commiato non è stato solo un atto formale, ma il tentativo di raccontare un percorso di crescita che ha avuto momenti esaltanti e ostacoli imprevisti.
Un bilancio che guarda ai tre anni
Nel suo intervento Caja ha ringraziato il presidente e la società per l’opportunità ricevuta, definendo questo biennio e mezzo come «una bellissima parentesi». Ha ricordato la finale persa contro Trapani nel primo anno e la risalita della stagione successiva, quando la squadra, partendo da posizioni basse, realizzò una rimonta notevole. Ha poi rimarcato come la squadra abbia raggiunto fino all’Ultima giornata la possibilità concreta di promozione, citando l’attesa negli ultimi cinque minuti per il risultato di Rimini-Scafati. Nel bilancio affiorano anche le difficoltà: gli infortuni pesanti di giocatori chiave come Aradori e Ogden e alcune situazioni sfortunate in match determinanti, elementi che però non hanno cancellato la soddisfazione per i traguardi sfiorati.
Ringraziamenti e riconoscimenti interni
Caja ha avuto parole di lode per tutto l’staff tecnico: ha citato Portaluppi come «grande professionista», ha elogiato gli assistenti, i preparatori e lo staff medico per il lavoro svolto. Ha sottolineato come la squadra abbia saputo adattarsi ai cambi di ruolo e agli imprevisti, con giocatori che hanno spesso rinunciato al proprio ruolo per il bene del collettivo. Infine, il tecnico ha espresso gratitudine verso i tifosi della Fossa e della città, definendo l’affetto ricevuto «un orgoglio» e una delle componenti più gratificanti della sua esperienza a Bologna.
Gara 3: numeri, protagonisti e svolgimento
La partita ha avuto interpreti chiave da entrambe le parti: per la Tezenis Verona Andrea Loro e Riccardo Bolpin sono arrivati in doppia cifra, mentre per la Fortitudo si sono distinti Paulius Sorokas e Lee Moore. I numeri di squadra offrono una fotografia chiara: nei tiri da due Bologna ha segnato 14/31, Verona 10/22; nei tiri da tre 9/37 per Bologna e 11/38 per Verona; ai tiri liberi 4/7 per la Fortitudo contro 7/18 per la Tezenis. Nei rimbalzi il confronto è stato equilibrato, con Bologna a 44 (29 difensivi e 15 offensivi) e Verona a 43 (31 difensivi e 12 offensivi). Le assist hanno visto Verona leggermente in vantaggio (17 contro 13), mentre le palle perse/recuperate hanno mostrato un divario interessante: Bologna 9/5 e Verona 18/6.
Risultati individuali e momenti decisivi
Tra le note individuali spiccano i 17 punti e 12 rimbalzi di Paulius Sorokas, che ha messo a referto un’altra doppia-doppia, e i 13 punti di Lee Moore per la Fortitudo. Per Verona Andrea Loro ha segnato 17 punti, mentre Riccardo Bolpin ha contribuito con 12 punti e 6 assist, risultando determinante nella gestione delle ultime fasi. Non è mancato il pathos: nel finale una scelta dalla lunetta non capitalizzata di Edoardo Tamba ha tolto la possibilità del pareggio nel momento clou, elemento che ha pesato nello sviluppo dell’ultimo minuto.
Prospettive, elogio avversario e chiusura
Nel suo discorso di commiato Caja ha voluto lodare la costruzione e la programmazione della Tezenis Verona, sottolineando il lavoro di coach Ramagli e la solidità societaria che danno a Verona le condizioni per puntare con merito alla Serie A. Riguardo al futuro della Fortitudo ha espresso ottimismo per i giocatori, ipotizzando che alcuni possano ottenere contratti importanti grazie alla stagione disputata. Ha infine assicurato che conserverà parole positive per la rosa e che l’esperienza bolognese resterà per lui motivo di orgoglio. Lo sport, nelle sue parole, resta fatto di momenti di gioia e di rimpianto, ma soprattutto di rispetto per chi ha lavorato insieme.