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15 Luglio 2026

Walter Bussolari Playground: la storia del torneo di basket più atteso dell’estate

Ogni estate, Bologna diventa la capitale del basket con il Walter Bussolari Playground. Scopri come questo torneo, nato nel 1982, è diventato un appuntamento imperdibile per appassionati e professionisti.

Walter Bussolari Playground: la storia del torneo di basket più atteso dell'estate

Ogni estate, nel cuore di Bologna, si accendono i riflettori su un evento che va ben oltre il semplice sport: il Walter Bussolari Playground noto anche come i Gardens è il torneo di basket estivo più atteso d’Italia. Nato nel 1982, questo torneo ha trasformato un semplice campetto nei Giardini Margherita in un palcoscenico internazionale, dove professionisti e dilettanti si sfidano in un’atmosfera unica.

La finale maschile del torneo attira ogni anno oltre 4.000 spettatori e dal 2026 viene trasmessa in diretta su Sky Sport. Quest’anno, la finale maschile si terrà il 16 luglio mentre quella femminile si è svolta il 25 giugno. L’evento è così popolare che gli organizzatori hanno dovuto aggiungere una tribuna supplementare per accogliere il numeroso pubblico, che spesso si arrampica sugli alberi o si siede per terra per non perdersi neanche un minuto delle partite.

L’eredità di Walter Bussolari e l’anima del torneo

Il torneo è dedicato a Walter Bussolari soprannominato The Voice storico commentatore e organizzatore delle partite. Bussolari faceva parte del gruppo di amici che fondò il torneo nel 1982, con l’obiettivo di sfidarsi al campetto durante l’estate, cambiando le formazioni rispetto al campionato invernale. Inizialmente, il torneo era solo una competizione amatoriale, ma con il tempo è cresciuto fino a diventare un appuntamento imperdibile per il basket italiano.

Un aneddoto interessante riguarda il primo campetto dei Giardini Margherita, costruito con l’asfalto avanzato dalla costruzione dell’uscita 5 della tangenziale. Nel 1984, l’installazione dell’illuminazione permise di giocare anche di sera, trasformando il torneo in un evento ancora più seguito. Oggi, il Walter Bussolari Playground attira giocatori da tutto il mondo e sponsor importanti, rendendolo un vero e proprio punto di riferimento per il basket estivo.

Un palcoscenico per talenti e leggende

Nel corso degli anni, il torneo ha visto passare 70 giocatori di Serie A quasi 300 di A2 una ventina di cestisti della nazionale e alcuni giocatori dell’NBA tra cui Micheal “Sugar” Ray Richardson e Mike Brown. Una delle storie più famose è quella di Dan Gay che dopo il ritiro si presentò al torneo giocando insieme a suo figlio davanti a migliaia di persone.

Nel 2026, per celebrare i quarant’anni del torneo, gli organizzatori hanno invitato una squadra composta da giocatori della Drew League lo storico torneo estivo di Los Angeles che ha ospitato campioni come Kobe Bryant e LeBron James. Questo evento ha ulteriormente consolidato la reputazione del torneo come un vero e proprio crocevia del basket mondiale.

Un evento che unisce la città

Il Walter Bussolari Playground non è solo un torneo di basket, ma un evento che unisce la città di Bologna. Le squadre vengono create per l’occasione e spesso sono sponsorizzate da imprese locali, come osterie di quartiere, negozi e piccole attività che decidono di investire per mettere insieme la loro formazione. Questo legame con la comunità locale rende il torneo un evento unico, dove tutti possono sentirsi parte di qualcosa di speciale.

L’edizione del 2026 è stata vinta dalla squadra dell’azienda Carpanelli che costruisce motori elettrici, insieme al ristorante Mulino Bruciato. Questo dimostra come il torneo sia un vero e proprio specchio della vita cittadina, dove sport, cultura e comunità si fondono in un’unica grande festa.

Nei mesi in cui il campionato è fermo, a Bologna andare ai Giardini significa incontrarsi per bere una birra e stare in compagnia, guardando la partita. L’ingresso per gli spettatori è gratuito, e il pubblico è molto vario per età ed estrazione sociale. Gli spalti sono frequentati anche da allenatori, agenti e dirigenti di squadre importanti, che vengono a vedere le partite in cerca di giovani talenti.

In questo clima si sente meno anche la rivalità tra tifosi della Virtus e della Fortitudo le due squadre storiche di Bologna, che negli anni Novanta furono tra le più forti d’Italia e d’Europa. Nonostante l’atmosfera rilassata fuori dal campo, le partite hanno un livello tecnico molto alto, e la vittoria del torneo viene considerata un traguardo prestigioso anche dai giocatori più forti che partecipano.

Il Gardens Sport Festival e il Baskin

Negli ultimi anni, intorno al torneo è nato il Gardens Sport Festival che dura da fine maggio a fine luglio. Nell’area intorno al campetto ci sono incontri, presentazioni di libri e spettacoli teatrali. La novità del 2026 è il Gardens Cinema Village una rassegna cinematografica dedicata ai film e ai documentari a tema sportivo.

Ad aprire le ultime quattro edizioni è stata una partita di Baskin il basket inclusivo dove persone con e senza disabilità giocano nella stessa squadra. In campo si sfidano sei giocatori contro sei, ci sono quattro aree di attacco e di difesa, con sei canestri totali: i ruoli sono diversificati a seconda delle capacità. Questo evento rappresenta un ulteriore esempio di come il torneo sia diventato un simbolo di inclusione e condivisione.

Per chi fosse interessato a conoscere meglio gli aneddoti, i personaggi e le partite più memorabili, ci sono il libro Playground. Bologna a canestro sotto le stelle di Alessandro Gallo, e il documentario Il campo dei miracoli di Davide Spina, che ripercorrono la storia del torneo mettendo insieme fotografie e documenti.

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Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.