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21 Settembre 2026

Supercoppa Sisal 2026: Olimpia Milano batte Venezia e resta leader

Olimpia Milano si conferma la squadra di riferimento in Italia, spezzando il sogno di Venezia nella finale di Supercoppa 2026.

Supercoppa Sisal 2026: Olimpia Milano batte Venezia e resta leader

La Supercoppa Sisal 2026 si è conclusa nella NOVA ARENA di Tortona con una vittoria schiacciante dell’Olimpia Milano contro la Reyer Venezia. Il risultato finale, 80-71, non solo conferma il primato dei biancorossi, ma mette in luce un dominio su più livelli: fisico, tattico e tecnico.

Il contesto della Supercoppa 2026

Milano partecipa alla gara da campione in carica di SupercoppaCoppa Italia e Campionato dopo aver conquistato il titolo nella stagione precedente. Il tecnico Peppe Poeta riprende una rosa composta da sette titolari consolidati – Ousmane Diop, Stefano Tonut, Leandro Bolmaro, Giampaolo Ricci, Diego Flaccadori, Marko Guduric e Devin Booker – a cui si aggiungono otto novità: Jason Burnell, R.J. Cole, Moses Wright, Darius Thompson, Devon Hall, Garrison Mathews, Alec Peters e Nikola Akele. La Virtus Bologna, avversaria della semifinale, arriva con un quartiere di giocatori rinnovati, ma deve fare a meno di Kevin Kokila per problemi muscolari.

Il percorso di Olimpia Milano verso il trionfo

Nel match contro la Virtus, l’Olimpia ha mostrato sin dalla prima frazione un plus di 19 punti sul punteggio di Venezia, segno di una preparazione fisica superiore. Leandro Bolmaro è stato il protagonista evidente: ha messo a segno canestri decisivi, ha difeso con tenacia e si è assunto la responsabilità dei momenti cruciali. Accanto a lui, Ousmane Diop è emerso come la sorpresa più concreta, rendendo fondamentale la difesa a rimbalzo nei minuti di overtime.

Le lacune di gestione nei momenti di pressione

Nonostante il vantaggio, la partita ha mostrato un punto debole: la capacità di contenere la Reyer nei minuti finali. Venezia è riuscita a recuperare prima 19 punti e poi un +9 negli ultimi quattro minuti, evidenziando una certa perdita di intensità e la mancanza di un regista chiaramente designato in momenti di pressione. La gestione della palla nei possessi finali è stata oggetto di discussione, specialmente per la scelta dei tre handler presenti negli ultimi minuti.

Il primo quarto è partito con un ritmo lento: Milano ha sbagliato i primi tre tiri da tre punti e ha aperto lo score solo con una schiacciata di Moses Wright. Dopo l’intervento di Bolmaro e Thompson la squadra ha realizzato un parziale di 11-0, portandosi in vantaggio 17-14. Il secondo quarto ha visto un vero e proprio scoppio di energia: un plus di 15-1 e successivamente 17-1, grazie a una serie di attacchi in transizione e a una difesa aggressiva che ha portato a più falli a Venice. Alla fine del primo tempo, Milano guidava 40-23, con solo due canestri da tre conversioni.

Il terzo e quarto quarto: la chiusura del vantaggio

Nel terzo periodo, nonostante qualche errore di gestione e i falli su Diouf e Guduric, Milano è riuscita a mantenere il distacco, chiudendo il quarto con un margine di 13 punti (63-48). Il quarto quarto è stato dominato da Wright che ha chiuso il match con 20 punti, 10 di rimbalzo e una stoppata. La difesa di Milano ha limitato le opportunità di Venezia, concedendo solo 71 punti complessivi. L’ultimo canestro di Bolmaro a +17 ha sancito la vittoria con circa due minuti rimasti.

Con questo risultato, l’Olimpia Milano si conferma la referente assoluta del basket italiano: ha dimostrato di saper gestire la pressione, di possedere un vantaggio fisico marcato e di avere un mix di esperienza e novità che può competere a livello europeo. Il tecnico Peppe Poeta ha confermato la scelta di affidare ruoli importanti a giovani come Wright e Cole, benché sia chiaro che i nuovi arrivati dovranno ancora crescere per poter incidere costantemente.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.