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4 Novembre 2026

Basket college USA a Roma: Notre Dame vs Villanova, uomini e donne

La prima apertura fuori USA del college basket arriva a Roma, con Notre Dame e Villanova pronti a sfidarsi sulla pista e nella fede

Basket college USA a Roma: Notre Dame vs Villanova, uomini e donne

Il PalaEur di Roma si prepara a diventare il palcoscenico della prima apertura fuori dagli Stati Uniti della stagione 2026-27 del college basket maschile. Nella giornata di domani, gli Wildcats di Villanova e i Fighting Irish di Notre Dame scenderanno sul parquet per disputare due incontri ufficiali, prima la gara maschile e subito dopo quella femminile. L’evento, più di una semplice trasferta, rappresenta un ponte tra sport, religione e storia, poiché le due università, entrambe di tradizione cattolica, partecipano a una Messa nella basilica di San Pietro prima dei confronti.

Villanova e Notre Dame: radici cattoliche e successi sportivi

La Villanova University, fondata nel 1842 dagli Agostiniani a Philadelphia, prende il nome da San Tommaso da Villanova, santo spagnolo appartenente allo stesso ordine. La sua missione si sintetizza nei tre valori Veritas, Unitas, Caritas, che ancora oggi guidano l’ateneo. Sul fronte sportivo, la squadra maschile di basket ha conquistato tre titoli NCAA (1985, 2016, 2018) e nel 2026 ha visto emergere i “Nova Knicks”, un trio di ex-studenti – Jalen Brunson, Josh Hart e Mikal Bridges – che ha vinto il campionato NBA, divenendo il primo gruppo a ottenere entrambi i trofei a livello universitario e professionistico.

Nel frattempo, la University of Notre Dame, nata nello stesso anno nell’Indiana per volere del sacerdote francese Edward Sorin, è la più nota tra le università cattoliche americane. Se il football è la sua immagine simbolica, il basket femminile ha scritto pagine importanti, aggiudicandosi i titoli NCAA nel 2001 e nel 2018 e raggiungendo sette finali. Il collegamento tra fede e sport è radicato nella “Congregazione di Santa Croce”, che oggi guida l’istituzione.

Volti internazionali: l’italiano Luigi Suigo e la leggenda di Shelly Pennefather

Tra i protagonisti di Villanova c’è il 19enne Luigi Suigo, centro alto 221 cm originario di Tradate, già convocato dalla nazionale maggiore italiana. La sua presenza sottolinea l’apertura del college basket verso talenti europei. Dal canto suo, la storia femminile di Villanova è segnata da Shelly Pennefather, che nel 1987 ha vinto il Wade Trophy come migliore giocatrice universitaria, ha proseguito una carriera in Giappone e, anni dopo, è diventata suora sotto il nome di suor Rose Marie.

Il ritorno a Roma permette a giocatrici come Kelsey Joens, difensore dei Wildcats femminili, di esprimere la loro fede in un contesto unico, mentre per Ethan Roberts, guardia di Notre Dame, incontrare il Papa nella Città Eterna è “un intervento della Provvidenza”.

Rito religioso e scommessa tra le congregazioni

Il pomeriggio si aprirà con una Messa nella basilica di San Pietro, dove i quattro atleti potranno partecipare al rito cattolico. Dopo la celebrazione, il primate agostiniano Robert Francis Prevost, primo Papa statunitense e primo agostiniano sul trono di Pietro, dedicherà gli sportivi. L’incontro è inoltre animato da una sfida ufficiale tra i capi delle due congregazioni: Paul Bednarczyk, superiore generale della Congregazione di Santa Croce, e il padre Joseph Farrell, priore generale degli Agostiniani.

Il criterio è semplice: i punti totalizzati dalle quattro squadre (maschile e femminile) verranno sommati; la congregazione che otterrà il punteggio più basso dovrà ospitare l’altra a Roma per una cena e una Messa nella propria casa generalizia. Come ha commentato il padre Farrell, “non importa il risultato, avremo comunque una serata di dialogo fraterno e buon cibo”.

Un ritorno alle radici: sport, educazione ed evangelizzazione

La presenza di Notre Dame e Villanova a Roma rievoca il ruolo storico del basket nelle scuole e nelle parrocchie delle comunità cattoliche americane, nate con l’immigrazione irlandese, italiana e polacca. Ordini religiosi, università e associazioni giovanili avevano adottato la pallacanestro come strumento di educazione, integrazione ed evangelizzazione. Da quella tradizione sono emerse potenze come Georgetown, Gonzaga, Loyola Chicago e San Francisco, fino alle odierne protagoniste del nostro racconto.

Domani, oltre al risultato sul tabellone, i giocatori e le autorità ecclesiastiche sperano di dimostrare che un pallone e un canestro possano servire a costruire ponti culturali. L’evento promette emozioni, non solo per i tifosi, ma anche per chi vede nella partita un’occasione di dialogo tra fede e sport, un messaggio che supera il semplice “buzzer-beater”.

Dettagli organizzativi e anticipazioni per i tifosi

Le porte del PalaEur si apriranno alle ore 14:00, con ingresso gratuito per i credenti che parteciperanno alla Messa, mentre per gli spettatori sportivi è previsto un biglietto di €25. Il match maschile avrà inizio alle 16:00, seguito dalla gara femminile alle 19:30. I media internazionali copriranno l’evento in diretta, garantendo visibilità globale a questa historicità sportiva-spirituale. L’attesa è alta: il duello di punti tra le due congregazioni potrebbe determinare la prossima visita papale a una delle due università statunitensi.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.